Concorso Èupolis in Regione Lombardia: sarà congelato, ma la Procura raccoglie altre denunce

Il concorso sarà congelato "come forma di autotutela"

Il concorso bandito a novembre dall'ente regionale di ricerca Èupolis sarà congelato dopo l'apertura dell'inchiesta della Procura. Come leggiamo su Repubblica il direttore Alberto Brugnoli ha annunciato la sospensione:

"L’istituto ha prontamente avviato un procedimento di riesame per eventuale annullamento in autotutela della borsa di studio, che è stata nel frattempo sospesa [...] intende nuovamente garantire a tutti la possibilità di partecipare all’assegnazione della borsa di studio"

Brugnoli inoltre ha spiegato che alla pubblicazione della prima graduatoria di valutazione dei titoli sono seguite


"istanze di alcuni candidati per la verifica del punteggio attribuito, che sono state vagliate in via d’urgenza, a massima garanzia di correttezza [...] una delle commissioni si è accorta di non aver congruamente valutato titoli di studio e pubblicazioni di un candidato, che pure le aveva presentate"

Dopo aver effettuato le correzioni la graduatoria parziale non è più stata pubblicata online, e in seguito a questa "mancanza" Èupolis riconsidererà "l'iter concorsuale in autotutela".

Intanto la Procura in questi giorni ha raccolto le testimonianze e le denunce di altri candidati esclusi, che hanno segnalato "anomalie".

Concorso Èupolis in Regione Lombardia: la Procura indaga

La Procura di Milano indaga sull'ultimo concorso Èupolis: come leggiamo su Repubblica i finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Milano stanno cercando di far luce sui 'misteri' della graduatoria finale stilata dall'istituto di ricerca, statistica e formazione della Regione Lombardia.

Tra novembre e dicembre infatti erano stati indetti due bandi di selezione per l'assegnazione di quaranta borse di studio, uno per 31 giovani laureati e l'altro per 9 dottori di ricerca.

Ma quando la graduatoria finale è stata pubblicata, è successo qualcosa di strano, e uno dei partecipanti al secondo bando ha inviato un esposto al procuratore capo Edmondo Bruti Liberati: Antonio Alizzi, professore all'università di Verona (a contratto), si è a suo dire inspiegabilmente ritrovato dal primo al secondo posto in graduatoria.

Davanti a lui si è posizionato Filippo Cristoferi - che già collaborava, borsista, con l'istituto -, che avrebbe ottenuto punteggi 'aumentati' nella somma finale, dopo aver sostenuto sia la prova scritta che quella orale.

L'avvocato Giuseppe Feola, che assiste invece un candidato del bando per i giovani laureati ha spiegato:


"Appare evidente che l'unica differenza tra il curriculum del mio assistito e quello dei vincitori sta nel fatto che non avesse pregressi rapporti con Éupolis. Altri, invece, hanno potuto vantare dottorati di ricerca all’interno dell’ente. Se la borsa era riservata ai giovani laureati e se c'erano anche borse riservate ai giovani dottori, non era più corretto che i detentori di questi titoli concorressero per le borse a loro riservate?"

Tra i 'giovani laureati' ci sarebbero ricercatrici ultraquarantenni che collaborano da tempo con l'istituto.

Interrogato in merito, Stefano Bruno Galli, presidente di Éupolis fino a gennaio, ha però detto:

"Non ho seguito io quel concorso e nemmeno le consulenze: di tutto si è sempre occupato il direttore generale, Alberto Brugnoli"

E Brugnoli ha replicato:

"E' tutto chiarissimo, limpido. Ci sono stati candidati che hanno chiesto la revisione delle loro valutazioni. Ma ora c’è un procedimento in corso in autotutela, ne parliamo quando sarà tutto definito"

Tra l'altro, ci sono due graduatorie, precisa sempre Repubblica: una, parziale (quindi con il vecchio punteggio), è stata pubblicata il 12 dicembre e subito rimossa dal sito, e l'altra, definitiva, che rettificava i punteggi, è stata resa nota solo in seguito ai candidati.

Quindi il dubbio sulla regolarità del tutto, dato che non sono stati resi noti i motivi delle correzioni degli errori, è quantomeno lecito.

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