La lettera del sindaco al Corriere: un punto di vista

vittoriaLeggo solo ora la lettera al Corriere che il Sindaco ha prontamente inviato a seguito della puntata di Report. La lettera cita una serie di "motivi di orgoglio" che ad elencarli pare la lista della spesa. La Moratti però si rivela parziale. Guarda ad una parte della realtà tralasciando quella che per ovvi motivi non bisogna citare. Dunque per esempio se "A Milano diminuisce la pressione fiscale e si pagano meno tasse sulla casa", si tralascia, volutamente, chi a Milano non ha una casa, vuole comprarla o prenderla in affitto, con tutte le problematiche che comporta. E ancora "Milano investe più risorse, rispetto ad altre città italiane, per i cittadini", risorse però la cui percezione da parte dei cittadini non è esattamente quella di "efficienza a tutti i costi" che la Moratti vorrebbe fare credere. E ancora, Milano secondo il sindaco "è una realtà che a più livelli guida lo sviluppo del nostro Paese". Vero, peccato che questa ricchezza sia poco redistribuita attraverso politiche sociali che favoriscano non solo le famiglie più svantaggiate ma anche i giovani, il motore del paese: si costruiscono gli studentati e poi si trasformano in alberghi.

Ben venga se l'Orchestra della Scala fa la turnèe trionfale all'estero (quando l'orchestra dell'Auditorium non ha i fondi per le corde del violino), ben venga se le multinazionali vengono a Milano (e dove se no?), ben venga la Triennale a Pechino (quando la Triennale in Bovisa è ancora sconosciuta ai più), ben vengano i turisti (che visitano il Duomo e la Galleria e poi se ne vanno dopo un paio di giorni) , ben vengano i tagli alla politica (nessuna menzione alle maxiconsulenze) e tutto il resto che la Moratti elenca istituzionalmente come fosse un comizio. Ma perché la Moratti non tira fuori gli attributi e manda al diavolo Albertini che con i suoi "poteri straordinari" ha fatto uno scempio? Perché non manda al diavolo la sua coalizione che mette i bastoni tra le ruote all'Ecopass? No, niente di tutto questo, meglio non inimicarsi la coalizione. Tanto meglio salvare il salvabile non menzionando affatto quello che l'indagine giornalistica in oggetto ha voluto menzionare e portare allo scoperto. Forse ognuno ha il sindaco che si merita, Milano ha il suo.

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