A Milano le prostitute pagano le tasse (e gli altri?)

Fa un po' ridere (ma in realtà fa tristezza e un po' fa arrabbiare) la storia della Commissione tributaria della Lombardia, arrivata a chiedere i soldi a una ex prostituta che con anni di lavoro sul marciapiedi - e poi in un monolocale - si è costruita una piccola fortuna e adesso, appese al chiodo le calze a rete, vorrebbe godersi la vecchiaia.

Secondo l'ufficio Milano 3, la donna, che negli anni è riuscita ad acquistare diversi immobili (compreso un appartamento da 130mq in centro), deve pagare 70mila euro di arretrati per le tasse che non ha mai versato. Anche se quei soldi derivano dall'attività di meretricio. Una posizione che la Corte di Cassazione aveva già respinto, stabilendo che quel lavoro non rientra né fra le attività lecite né fra quelle illecite e in più

tali proventi sono una «forma di risarcimento del danno» che, vendendo se stessa, la donna subisce alla sua dignità. Come tali non possono essere tassati.

Invece gli agenti del Fisco vogliono i soldi, anche se la donna non li ha adesso, perché ha smesso l'attività e contava di vivere degli affitti. Ma fra i tanti che non pagano le tasse a Milano (dai professionisti ai mega imprenditori fino ai maghi e alle cartomanti), non hanno di meglio che prendersela con una prostituta?

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