L'amore ai tempi di Facebook negli atenei milanesi

La nuova mania dello spotted tra gli universitari

"Ragazza primo anno cleam 6 . Bionda, capelli mossi, occhiali, l'altro giorno avevi la maglia della paul frank. Se hai capito chi sono trovami tra quelli della classe 3!"
In origine furono le bacheche annunci sui quotidiani, i biglietti sui motorini, le dediche alla radio. Oggi il colpo di fulmine si palesa via facebook e si chiama "spotted", letteralmente "avvistato" e sta spopolando sul social network. E' diventato, nel giro di pochi mesi un fenomeno virale e di massa: mandare messaggi d'amore a perfette sconosciute, inviti romantici ai ragazzi seduti tutti i giorni allo stesso posto. Persone di cui non si conosce nulla, tranne che ci piacciono assai.
Ogni ateneo di Milano ha la sua pagina spotted ufficiale: la Bocconi conta quasi 5000 fan, la Statale arriva a circa 18mila come il Politecnico, per la Bicocca ce ne sono circa 9mila. Ma anche i licei e gli istituti tecnici non perdono l'occasione per giocare con gli sguardi.
Le regole sono poche ma feree: innanzitutto l'anonimato, che rende il gioco più affascinante proprio perché il messaggio è più criptico. Niente insulti né spam di nessun tipo. I messaggi vengono inviati agli amministratori delle pagine che, dopo averli valutati, li pubblicano in forma anonima.
Per chi viene avvistato la storia continua, se va bene, faccia a faccia tra i banchi delle aule. Il fenomeno è in continua crescita, tanto che gli amministratori della pagina del Politecnico stanno pensando di creare un'applicazione per smartphone che organizzi al meglio la gestione dei messaggi.

Al netto degli inevitabili eccessi le pagine spotted si sono rivelate utili in caso di oggetti smarriti, ma la vera, dichiarata finalità, è trovare l'anima gemella. Senza aspettare l'uscita da scuola, per appostarsi e lanciare sguardi pieni di attesa. Senza attendere la pausa tra una lezione e l'altra per attaccare bottone ai distributori di caffè.

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