Linate e Malpensa: nuovi scioperi in vista per i lavoratori Sea Handling

Gli addetti a check in, bagagli e servizi di terra preparano proteste contro la maximulta decisa dall'Europa.

Ieri si sono fatti notare per le proteste davanti a Palazzo Marino contemporanee a quelle dei parcheggiatori del Gratta e sosta e dei sostenitori di Stefano Boeri, oggi i lavoratori di Sea Handling rincarano la dose, annunciando nuove proteste, scioperi e blocchi contro la maximulta di 360 milioni che l'Europa ha imposto alla controllata Sea.

Di che si tratta? Di una sanzione decisa dalla Commissione Ue a Sea per gli aiuti di Stato girati alla controllata Sea Handling, la società che gestisce gli aeroporti di Linate e Malpensa. Ma sono tanti soldi, troppi, che potrebbero portare al fallimento l'azienda e al licenziamento i suoi 2.500 dipendenti tra addetti ai bagagli, check-in e servizi di terra. Proteste che quindi non sono legate agli scioperi previsti per questo venerdì e che ancora non si sa quando si terranno.

A dar man forte - e per forza - ai lavoratori, ci sono anche i soci di Sea e il Comune, che intendono rivolgersi al premier e al presidente della Repubblica perché l'Europa sospenda la sentenza ed evitare così che tra maggio e giugno si debbano trovare nel bilancio i famosi 360 milioni. I dirigenti del sindacato cercano di placare la rabbia dei lavoratori e andranno a giorni in missione a Bruxelles. Ma la base pressa per arrivare a decidere le forme della protesta.

Foto | Flickr

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