Via Gluck da tutelare: la petizione benedetta da Celentano

L’Associazione Amici della Martesana e i Circoli Legambiente Milano, chiedono di inserire gli edifici siti in via Gluck tra i beni culturali e paesaggistici da tutelare












A chi non è successo almeno una volta di passare da via Gluck e rimanere stupefatti dal fatto che la via Gluck, in zona Centrale, è stata "quella" via Gluck cantata da Celentano. Quella zona dove c'era l'erba e ora solo "case su case, catrame e cemento". Sembra incredibile, ma è proprio quella.

Succede che quella stessa via è ora il simbolo della cementificazione delle perifierie italiane, partita dagli anni '60 e mai conclusa. Per questo motivo l’Associazione Amici della Martesana e i Circoli Legambiente Milano, con una petizione, chiedono di inserire gli edifici siti in via Gluck fra via Bruschetti e viale Lunigiana, con particolare attenzione per il civico 14, tra i beni culturali e paesaggistici da tutelare. Celentano, ovviamente, dall'alto del suo sito Clancelentano benedice l'iniziativa linkando la petizione.

Tale tratto della Via Gluck, che con i suoi edifici costituisce il primo nucleo urbano edificato a confine tra Greco Milanese e Milano ai primi del novecento, non solo è una testimonianza storica del paesaggio urbano delle periferie milanesi dell’epoca, ma è percepita dai cittadini milanesi e di tutta Italia, quale simbolo di una cultura ambientalista ed ecologista, grazie alla straordinaria ballata presentata al festival di Sanremo nel 1966

Secondo il testo in cui si chiede al Ministro dei beni Culturali la tutela della strada, il “Ragazzo della via Gluck”, ballata antimoderna, è un "reperto archeologico della coscienza ambientalista ed ecologista", che le nuove generazioni hanno fatto propria domandandosi ancora “perché continuano a costruire le case e non lasciano l’erba”.

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