Sergio Ramelli: il consiglio di zona 3 propone di vietare il corteo neofascista

Il 29 aprile del 1975 venne ucciso lo studente neofascista Sergio Ramelli. Da allora ogni anno un corteo lo ricorda. Il consiglio di Zona 3 vota una mozione per impedirlo.

Braccia alzata nel saluto romano, simboli neofascisti, cori inneggianti al Duce, ecc. ecc. Insomma, il campionario tipico neofascista ogni anno attraverso in corteo la zona 3 partendo da Piazzale Susa e arrivando in Via Palladini; dove il 29 aprile 1975 lo studente delle scuole superiori Sergio Ramelli, 18enne, fu ucciso a colpi di chiavi inglese (morì dopo un mese di coma). Da allora i gruppi neofascisti ogni anno organizzano un corteo in memoria del "camerata". E ogni anno, puntuale, scoppia la polemica.

Il problema non è la commemorazione in sé, ovviamente, ma l'esibizione di simboli e cori neofascisti che ogni anno caratterizza il corteo. Con tanto di contromanifestazioni, strascichi polemici, rischio di scontri, alta tensione nel quartiere, ecc. ecc. Per non parlare del rischio di apologia di fascismo.

Tutte ragioni che la maggioranza del Consiglio di Zona 3 ha ritenuto più che valide per presentare - con un mese d'anticipo sulla commemorazione - una mozione di "condanna per l'esposizione di simbologie neofasciste" e per vietare il corteo. L'opposizione di centrodestra non ha apprezzato la cosa e ha in gran parte abbandonato l'aula. Un po' perché la mozione ha impedito che si discutesse l'ordine del giorno, un po' perché - così hanno spiegato i rappresentanti del centrodestra - non è compito del consiglio di zona vietare o meno un corteo.

Insomma, secondo il centrodestra non si può impedire a priori il corteo, ma al massimo appellarsi al "testo unico di pubblica sicurezza" che prevede che le forze dell'ordine possano intervenire se i comportamenti di chi sfila siano contrarie alle leggi.

Che il cdz non abbia poteri sulle manifestazioni è un dato di fatto, anche se è evidente che l'obiettivo è far arrivare la questione a Palazzo Marino, che invece il potere di vietare i cortei, ovviamente, ce l'ha. Ma la mozione mostra già qualche crepa, dal momento che alcuni esponenti della maggioranza si sono tirati indietro, sottolineando come in casi di questo tipo - si parla di un 18enne assassinato - debba prevalere il diritto a manifestare.

Difficile, viste le premesse, che la mozione riesca a ottenere qualche risultato. Ma la questione rimane: è più importante che venga permesso di manifestare in ricordo di un ragazzo ucciso (anche se la manifestazione è di stampo neofascista) o vietare l'esibizione di nostalgici del Duce (anche se manifestano in ricordo di un ragazzo ucciso)?

Foto © Alessandro Tosatto

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