Expo 2015: le richieste di Pisapia e di Maroni

Un commissario unico che si occupi solo dell'Expo e leggi speciali per velocizzare i lavori. Sperando che non arrivino nuovi tagli.

I ritardi che si stanno accumulando fanno paura; all'Expo 2015 mancano ormai meno di due anni e quindi - devono aver pensato Giuliano Pisapia e Roberto Maroni - è meglio darsi una mossa prima che la paura del flop dell'esposizione meneghina diventi una realtà.

"È il momento della svolta"; "Bisogna imboccare la coria di sorpasso" e via di metafore, per far capire quanto la situazione sia urgente se si vuole fare almeno un tentativo di consegnare tutte (o meglio, quelle sopravvissute) le opere in tempo per l'appuntamento fatidico. E quindi, quali sono le richieste di Sindaco e neo-Governatore?

Una legge speciale, sulla scorta del Giubileo romano e delle Olimpiadi torinesi, per velocizzare i vari passaggi burocratici e proteggere le gare per gli appalti da ricorsi e intoppi. Un commissario unico, che si occupi 24 ore al giorno dell'Expo e che permetta di superare la situazione che al momento vede Pisapia nelle vesti di commissario straordinario e Formigoni (ebbene sì) ancora in carica come commissario generale. Richieste arrivate ieri a Palazzo Lombardia dopo un faccia faccia tra il leghista e l'arancione che ha portato tra i due "fiducia istituzionale e personale".

Tra le righe, come se fosse una cosa secondaria, viene chiesta per l'ennesima volta la possibilità di una deroga al Patto di Stabilità. Ma questa richiesta Pisapia la farà solo al nuovo esecutivo, se e quando si formerà. Meglio non andare con il piatto in mano dal rigidissimo Mario Monti.

Infine, un timore: che i soldi stanziati perché la Pubblica Amministrazione paghi i suoi debiti verso le imprese vengano prelevati anche dai fondi per l'Expo. Si parla di dieci milioni di euro in meno. Se fosse vero - ma Maroni e Pisapia promettono battaglia - potrebbe essere il colpo di grazia.

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