Sgomberato il campo rom di via Dione Cassio

Le proteste e i cortei antinomadi contro i 250 che occupavano l'area portano allo sgombero.

Dopo giorni di manifestazioni per protestare contro il campo rom abusivo di via Dione Cassio e viale Ungheria - portate avanti da persone legate all'estrema destra e alla Lega Nord, assieme ad abitanti del quartiere - il campo è stato sgomberato questa mattina attorno alle 9.30.

Non si sono registrate particolari tensioni, la polizia locale ha caricato i nomadi su due pullman e li ha trasferiti in un centro della Protezione Civile. Probabilmente saranno i primi a entrare nel programma di recupero che partirà contemporaneamente all'apertura del centro temporaneo di via Lombroso.

L'assessore alla Sicurezza Marco Granelli cerca di stoppare sul nascere le polemiche sul fatto che lo sgombero sia di fatto una vittoria per i gruppi di estrema destra che hanno organizzato le proteste: "L'intervento era programmato da tempo e ne erano stati informati a gennaio e a marzo il Consiglio di Zona 4 e i cittadini. Con le famiglie Rom occupanti iniziamo un percorso di legalità e integrazione. L'intervento è stato possibile grazie all'applicazione del Piano Rom siglato con Prefettura, che ha messo a disposizione del Comune i fondi vincolati alla gestione e integrazione dei Rom e che non erano stati utilizzati dalla precedente Amministrazione".

Ancora una volta l'amministrazione milanese si trova a dover specificare il perché dello stanziamento dei soldi a favore della risoluzione dell' "emergenza rom"; soldi dello Stato e non del Comune - e che solo a quello scopo possono essere utilizzati - che nelle scorse settimane hanno scatenato fortissime polemiche. Da quelle polemiche, orchestrate dall'opposizione di centrodestra, sono partite le proteste in via Dione Cassio che oggi hanno portato - più o meno direttamente - allo sgombero.

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