Morti sul lavoro: il piano di Formigoni

Formigoni, se tutto va bene, alle prossime elezioni finisce a Roma. Nel frattempo ha varato un piano per ridurre la piaga degli infortuni o dei morti sul lavoro; gli obiettivi sono ambiziosi, in una regione che al di fuori di Milano vive di impresa vecchio stile, per intenderci, fabbriche, imprese edili, quella che si potrebbe chiamare hard economy, contrapposta alla soft economy da Milano centro.

Si conta di ridurre del 10% le morti sul lavoro, e del 25% gli infortuni tra il 2008 ed il 2010, il tutto tramite controlli più accurati e incentivi – forse sgravi fiscali – alle aziende che si dimostrano più sicure; speriamo, sarebbe un’ottima cosa. Trovate tutto qui su ViviMilano. Solo che la prima cosa che mi è venuta in mente è stato un pezzo del documentario “Cocaina”, quello in cui si vede il muratore cottimista a Bergamo.

Che si alza alle quattro del mattino per andare in piazza a cercare un caporale che se lo prenda a lavorare per la giornata. E che poi si fa, per non fermarsi durante la pausa pranzo. Forse sono queste le situazioni da risolvere – basta passare da piazzale Maciachini verso le quattro del mattino – prima di pensare di ridurre la vergogna delle morti sul lavoro.

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