Scatta la legge un albero per neonato: a Milano serve più spazio per nuovi alberi

Un albero per ogni neonato: entra in vigore la nuova legge e Milano tira le somme


Un albero per ogni neonato; un'equazione semplice. Sulla carta. È la nuova normativa nazionale che impone a Palazzo Marino, come ad altri Comuni con oltre 15mila abitanti, di rispettare il rapporto di una nuova pianta per ogni bimbo nato in città. A ciascuno il suo, con tanto di informazioni alla famiglia sulla sua collocazione.

Milano fa i conti: con una media di 11mila nascite all’anno, vorrebbe dire aggiungere ogni anno un’area verde grande come il parco Ravizza. Un rebus di non facile soluzione: trovare gli spazi adeguati, dentro o fuori la città. Oggi a Milano ci sono 22 milioni di metri quadri di verde pubblico, 17,79 per abitante, quattro in più rispetto a dieci anni fa.

Demanio e Verde al lavoro dunque per individuare aree idonee a piantumare nuovi fusti, escludendo le aree dove l'Amministrazione ha già piantato nuovi alberi. Già l'Amministrazione ha piantato 78mila alberi, più della metà in sostituzione di fusti malati. Da individuare ci sono più che altro grandi assi stradali, magari intorno alle tangenziali, che possano accogliere gli alberi che inizieranno a spuntare almeno dopo l’estate. Oppure spingersi fuori in un’ottica di città metropolitana.

A parte questo l’Anagrafe avrà un gran bel daffare: dovrà dar conto a ogni famiglia sulle coordinate dell’albero del neonato e censire tutte le piantumazioni. Inoltre, a due mesi dal fine mandato, nel caso di Pisapia nel 2016, il sindaco dovrà tracciare un bilancio tirando le somme sugli alberi piantati nelle aree pubbliche urbane da inizio a fine mandato.

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