Il corteo in memoria di Sergio Ramelli: la manifestazione con croci celtiche e saluti romani

300 neofascisti in Piazzale Susa per ricordare l'omicidio dello studente di estrema destra, nel 1975.

Esattamente un mese fa scrivevamo delle intenzioni del consiglio di Zona 3 di vietare le manifestazioni in memoria di Sergio Ramelli; divieto prevedibilmente non andato in porto. E quindi ieri sera, come avviene regolarmente da 38 anni, il corteo neofascista è andato in scena nelle strade da viale Romagna a Porta Susa. 300 ragazzi, ma dalle foto sembrano anche meno, armati di bandiere con croci celtiche, saluti romani e delle fiaccole.

Sergio Ramelli, studente 18enne del Fronte della Gioventù, fu ucciso a colpi di chiavi inglese il 29 aprile 1975 da esponenti di Avanguardia Operaia. Lo ha ricordato anche l'ex vicesindaco di Milano ed esponente dei Fratelli d'Italia Riccardo De Corato: "C'è da sempre una condizione sbilanciata con cui si ricordano certe morti ingiuste, come quella di Ramelli, ucciso per aver scritto un tema di destra. Il 25 aprile il sindaco ha parlato di pacificazione, ma la pacificazione si fa con i gesti non con le parole".

Era però presente, ma senza fascia tricolore, il vicepresidente del Consiglio Comunale ed esponente Pd Andrea Fanzago, che si è infatti preso i riconoscimenti di De Corato e degli altri politici, volti presentabili della galassia neofascista, presenti alla commemorazione: Paola Frassinetti, Romano La Russa, Carlo Fidanza e Marco Osnato.

E quindi, striscione d'ordinanza "Onore ai camerati caduti". Al plurale, perché si ricordava anche l'assassinio di Enrico Pedenovi, ucciso il 29 aprile 1976 da un commando dei Comitati Comunisti Rivoluzionari proprio mentre andava a una commemorazione per ricordare Ramelli.

Foto via Twitter

  • shares
  • Mail