Graffiti: le crew di Milano rischiano l'associazione a delinquere

Asd e Bfs sono le prime due crew messe nel mirino dai vigili. Il Comune dichiara guerra alle tag.

Il Comune di Milano dichiara guerra alle crew che riempiono di tag e graffiti improvvisati (ai miei tempi si chiamavano throw-up) la città. Finora c'era già stato qualche celebre precedente, come il processo a Bros, ma si riferiva sempre a singoli vandali e/o street artist; questa volta la questione è molto diversa, perché la giunta ha deciso di tirare in ballo l'"associazione a delinquere" con la finalità di compiere il reato di imbrattamento.

La questione è semplice: nella maggior parte dei casi i writers (più o meno dotati artisticamente) si muovono in gruppi, in crew che possono essere facilmente identificate dalla sigla che li accomuna. Da qui l'associazione a delinquere. Le prime due crew a finire nel mirino del Nucleo decoro urbano della Polizia locale sono la Asd e la Bfs, solo due - ma particolarmente attivi nel bombing, ovvero l'armarsi di bombolette spray e poi vagare nottetempo per la città lasciando ovunque la propria firma - degli oltre 300 gruppi che il Comune sta cercando di mappare.

Ma perché affibbiare a gruppi di vandali giovanissimi un'etichetta così pesante come quella dell'associazione a delinquere? "Il decoro urbano è un bene pubblico da tutelare in ogni modo attraverso il rispetto della legalità. Le politiche devono necessariamente puntare su un doppio versante: il contrasto delle situazioni di vandalismo; il sostegno e l'offerta di spazi alle esperienze artistiche che abbelliscono il panorama urbano", spiega l'assessore alla Sicurezza e coesione sociale Marco Granelli.

Sentendo parlare di "esperienze artistiche che abbelliscono il panorama urbano" il pensiero corre subito al gigantesco e bellissimo murales "No justice no peace" di via Bramante, che qualche anno fa fu cancellato per fare spazio a un muro marrone che ha iniziato a scrostarsi dopo pochi mesi. Speriamo che almeno questa giunta sappia distinguere tra vandali e artisti.

Ma torniamo all'oggi: se fino a questo momento i vigili avevano potuto procedere solo attraverso la flagranza di reato, adesso le cose sono cambiate. "Da anni facciamo indagini più strutturate, che inquadrano i singoli graffiti in una continuazione del reato. L'azione giudiziaria diventa così più incisiva, sia per le conseguenza penali, sia per quelle civili in caso di risarcimenti. La denuncia per associazione a delinquere è uno strumento corretto. I writer vandalici lavorano in gruppo, in forma strutturata", racconta al Corriere il comandante della Polizia locale, Tullio Mastrangelo.

Tempi duri quindi per writers e aspiranti tali. In particolar modo per i membri di Asd e Bfs, i vari membri delle due crew sono stati identificati (tra i 19 e i 24 anni) e su di loro si farà "l'esperimento" del processo per associazione a delinquere. Ma il tutto non sembra ridursi a un'azione simbolica, del tipo "colpirne uno per educarne cento", visto che - secondo quanto riportato dal Corriere - i vigili nel corso degli ultimi anni hanno messo a punto un archivio contenente quasi 400 profili di writers/vandali.

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