A Milano (non) esiste solo il calcio

A Milano qualunque sport che non preveda 22 persone e un manto erboso è considerato minore. Ed essendo minore deve barcamenarsi tra pochi soldi, sponsor restii a farsi avanti, strutture fatiscenti o addirittura assenti e istituzioni sorde alle lamentele provenienti da parte di pubblico e società.

Sulle pagine milanesi de La Repubblica c'è una (paurosa) carrellata del mondo non calcistico meneghino, che versa in condizioni pietose: il baseball senza un campo da gioco e senza la possibilità di avere un appuntamento con l'assessore Terzi, la pallavolo maschile senza fondi e quella femminile senza un palazzetto, il basket senza un compratore, l'hockey ghiaccio che vive solo grazie alla passione di Alvise di Canossa, l'atletica senza una pista degna di tal nome e i Rhinos del football che sono costretti a sborsare buona parte del budget annuale per pagare il Vigorelli. Insomma, una situazione che è esattamente contraria rispetto ai successi sportivi e talvolta di pubblico riscontrati negli ultimi anni.

Quindi ai due colossi del calcio milanese fanno da contraltare tutte le altre realtà locali, che purtroppo versano in condizioni al limite della praticabilità e della sopravvivenza. Il tutto ovviamente nel disinteresse di istituzioni e cittadinanza.

Foto: claudiodega

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