Manifesti pubblicitari offensivi delle donne, il Comune di Milano li vieterà

In programma una legge contro le pubblicità che offendono le donne

E' guerra aperta a Milano contro i manifesti pubblicitari offensivi della dignità delle donne.

Il Comune di Milano ha già aderito tempo fa alla campagna promossa dall'Udi "Città libere dalla pubblicità offensiva", e la vicesindaco Ada Lucia De Cesaris ha annunciato:


"Se veramente pensiamo ancora oggi, e insegniamo ai bambini, che per vendere l’auto serva una donna seminuda c’è qualcosa che non va. Una risoluzione del 2008 del Parlamento europeo ha evidenziato come la pubblicità contribuisca ad alimentare gli stereotipi di genere e come la percezione del corpo delle donne come oggetto da possedere possa incentivare la violenza. In Italia non l’abbiamo ancora recepita, speriamo che con l’appello della Boldrini le cose cambino"

La presidente della Camera, Laura Boldrini, infatti ha recentemente lanciato un appello per fermare le pubblicità che usano a sproposito le donne, e arriverà, come leggiamo su Repubblica, una nuova legge in proposito.

In programma anche un nuovo regolamento del Comune che proibirà le affissioni pubblicitarie sessiste. Previsti premi, invece, per chi lancerà messaggi positivi. Al progetto, insieme alla vicesindaco, stanno lavorando la consigliera Marilisa D’Amico del Pd, la delegata alle Pari opportunità Francesca Zajczyk e la consigliera Anita Sonego di Sinistra per Pisapia.

D'Amico ha precisato:

"C’è un confine sottile tra la tutela dell’immagine e della dignità della donna e la libertà di manifestazione del pensiero, ma ci conforta il fatto che per le normative europee, non recepite in Italia, non vi è censura quando si tutelano i principi costituzionali supremi come, per esempio, l’uguaglianza tra uomo e donna"

Il nuovo regolamento, ha anticipato De Cesaris, varrà per le affissioni negli spazi comunali e per la comunicazione delle aziende partecipate del Comune.

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