Arriva il Kit antidroga

Il kit antidroga è realtà ed è da oggi disponibile nelle farmacie di Milano. Si alzano i cori di protesta per chi non è d'accordo e bolla l'iniziativa come pericolosa. Altri sono invece contenti di conoscere aspetti della vita del figlio sui quali è bene fare chiarezza. Un articolo del Corriere prende spunto dalla puntata di ieri di "Viva voce" di Radio24 nella quale sono stati intervistati l'ex ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero, e l'assessore alla Salute del Comune di Milano, Giampaolo Landi di Chiavenna. Questo il Ferrero-pensiero:

Il kit non mi sembra una buona misura, ci sono dei motivi per cui il ragazzo consuma e quello che va fatto è spezzare il legame tra la sostanza e l'immaginario che c'è intorno alla sostanza. Non voglio che i genitori diventino poliziotti, ma in una logica di dialogo vorrei che in famiglia si discutesse di questi temi.

Scettico anche il presidente nazionale della Croce rossa italiana, Massimo Barra, fondatore della comunità di recupero Villa Maraini. Il decano della lotta alle tossicodipendenze presuppone che "i genitori siano saggi, mentre invece ce ne sono di paranoici". Sempre secondo Barra un genitore dovrebbe essere capace di capire se il figlio si droga senza bisogno di questi strumenti. Parole sante, se il genitore però non è troppo occupato a vivere la sua vita...

E voi siete d'accordo? Userete il kit per i vostri figli?

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