Il Comune cancella il murales di Dax alla Darsena, di nuovo.

Ancora una volta. Stamattina il Comune di Milano ha fatto cancellare il murale sulla Darsena in memoria di Dax, rifatto in ottobre, dopo la prima cancellazione a settembre 2007 (l'immagine è tratta di Indymedia e ritrae il rifacimento). La coincidenza è che proprio ieri cadeva il quinto anniversario dell'omicidio di Dax e domani ricorre il trentennale dell'assassinio di Fausto e Iaio, tuttora impunito.

A Milano, queste date le conoscono tutti, a partire dal vicesindaco. E allora, perché cancellarlo proprio oggi? Perché si spera in qualche reazione impulsiva da giocarsi in campagna elettorale? O semplicemente perché si vuole comunicare alla città che l'antifascismo non ha più cittadinanza, nemmeno quando di mezzo ci sono i morti ammazzati? Comunque sia, lo squallido atto di oggi non fa che rafforzare la nostra convinzione che a Milano vi è un grande bisogno, civile e culturale, di investire energie, intelligenza e passioni per tenere viva la memoria e contrastare ogni compromesso con le tesi revisioniste, ahinoi sponsorizzate con ogni mezzo dalla seconda carica della nostra città.

Una provocazione del vicesindaco De Corato, da sempre contrario al murales? Così la pensa Luciano Muhlbauer, consigliere regionale del Prc. Constatazioni politiche a parte è innegabile che questa discutibile iniziativa potrebbe riaccendere la fiamma del conflitto tra La Destra (quella di ispirazione fascista) e la sinistra radicale legata ai centri sociali. Ci auguriamo di no.

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