La Lega Nord e i gazebo per la raccolta firme contro immigrazione e ius soli

Due giorni di mobilitazione per il Carroccio, contro le proposte del ministro per l'Integrazione. "Ma la vicenda di Niguarda non c'entra".

Il 18 e il 19 maggio sarà un week end di gazebo e raccolta firme per la Lega Nord: mille punti in tutta la Lombardia (qui la mappa) "per bloccare in via preventiva ogni tentativo di abolire il reato di clandestinità e introdurre lo ius soli", come spiega Matteo Salvini. Un tempismo sospetto, vista tutta la discussione sul ritorno delle ronde e le polemiche sorte dopo le aggressioni di Kabobo.

Ma Salvini dice che no, le vicende di cronaca non c'entrano: "L'iniziativa è stata pensata un mese fa". Quello che di sicuro c'entra è l'allarme che i militanti leghisti vivono a causa delle possibili iniziative del ministro per l'Integrazione Cécile Kyenge soprattutto in materia di ius soli e reato di clandestinità.

Una battaglia preventiva, quindi, quella della Lega Nord, che da quando si è anche solo accennato alla questione ius soli vive in uno stato di continua allerta. La raccolta firme servirà, secondo la Lega, per dimostrare che il "popolo" non è dalla parte del ministro per l'Integrazione, qualora le sue proposte dovessero approdare in Parlamento.

Anzi, la Bossi-Fini non dovrebbe venire alleggerita, semmai resa più severa. Come? "Per esempio eliminando la possibilità di fare ricorso per gli immigrati che si vedono negata la richiesta dello status di rifugiato". Ma già che ci sono, i militanti del Carroccio ne approfitteranno per illustrare i risultati dei primi due mesi di regione di marca leghista: 13 provvedimenti, dalla riforma delle case popolari al taglio dei costi della politica, dalla "moratoria centri commerciali" al "no ai rifiuti del Lazio".

  • shares
  • Mail