Leggende milanesi: il Diavolo e la costruzione del Duomo di Milano

Una notte il demonio appare a Gian Galeazzo Visconti con una richiesta molto particolare. 500 anni dopo, il volere di Satana sarà esaudito.

Nel 1386, tutto d'un tratto, il signore di Milano Gian Galeazzo Visconti decide di voler costruire una cattedrale a Milano. Immediatamente inizia a prendere accordi con l'arcivescovo Antonio da Saluzzo, si offre di regalare alla nascente Fabbrica del Duomo le sue cave di Candoglia, vicino a Verbania, da cui si estrae il marmo rosato che caratterizza il simbolo di Milano; seleziona gli architetti capo: Simone da Orsenigo prima e Nicola Bonaventura poi.

Ma perché tutta questa foga? C'è di mezzo il Diavolo. Pochi giorni prima che Visconti si buttasse nella costruzione del Duomo, Satana aveva fatto visita al signore di Milano, svegliandolo con rumore di zoccoli e odore di zolfo. "Voglio portarmi la tua anima all'inferno. A meno che tu non costruisca una chiesa piena di immagini del signore del male". Una richiesta che sembra assurda, ma di fronte all'alternativa, Visconti non ha molta scelta.

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Gian Galeazzo però non riuscirà a vedere la sua opera compiuta, perché morirà pochi anni dopo, nel 1402. Ma vedere compiuto il Duomo sarebbe stato impossibile per chiunque, visti i tempi biblici che furono necessari per completare la terza cattedrale più grande d'Europa (dopo San Pietro e la cattedrale di Siviglia).

I lavori iniziarono appunto nel 1386, decidendo di edificare il Duomo in una zona centrale, in passato occupata dal Tempio di Minerva, su cui Sant'Ambrogio aveva fatto edificare la Basilica Nova, dedicata a Santa Tecla e Santa Pelagia. Successivamente accanto a questa basilica era sorta anche quella di Santa Maria Maggiore. Ma entrambe erano state distrutte da un incendio nel 1075 e mai più ricostruite.

Lo spazio per gli 11.700 metri quadrati di superficie necessari per il Duomo si trovò però solo dopo aver abbattuto anche il palazzo episcopale che sorgeva accanto alle due chiese bruciate: Domus Sancti Ambrosii. Ragion per cui la cattedrale di Milano divenne nota con il nome di Duomo.

I lavori procedevano a rilento: nella prima metà del Quattrocento si fece allora costruire un collegamento via acqua che permetteva di navigare dai Navigli fino a un piccolo laghetto artificiale (che si trovava in quella che oggi è via Laghetto) dove le barche potevano deporre i blocchi di marmo, a due passi dalla loro destinazione finale.

Passavano i decenni, ai Visconti si succedevano gli Sforza, i direttori dei lavori cambiavano in continuazione ma la fine dei lavori non si vedeva mai. La Madonnina trovò la sua attuale collocazione solo nel 1774. La facciata si fece grazie a Napoleone, che dispiaciuto di vedere il Duomo non ancora completato prese in mano la situazione nel 1805 e fece costruire la parte anteriore, completata nel 1812. Nel 1858 venne demolito il campanile che si trovava sulla navata e le campane vennero trasferite nel tiburio. Per tutto il XIX secolo furono completate le guglie e le decorazioni architettoniche, fino al 1892.

Quasi 500 anni dopo quella notte in cui il demonio apparve a Visconti, il volere del Diavolo fu compiuto e una chiesa piena di immagini del signore del male era finalmente compiuta: è infatti proprio per volere di Gian Galeazzo che sul Duomo, oltre alle 3400 statue, ci sono 96 doccioni che ritraggono demoni e diavoli.

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