Ci sono sempre meno badanti e collaboratrici domestiche

Quanti di voi mantengono pulita la casa grazie all'aiuto di colf straniere? Tanti immagino. Io personalmente mi affido ad una giovane moldava (anche carina) che mi aiuta nelle pulizie di primavera-autunno-inverno-estate. Come le collezioni di moda, rinnovo lo spazio abitato solo in occasione dei cambi stagionali. Invece con regolarità settimanale pulisco casa armato di scopa, ramazza e swiffer. Sono sotto la media, almeno secondo una ricerca commissionata da Direct Line sull’attenzione che gli italiani dedicano alla cura della propria abitazione.

Il 48% dei milanesi dichiara di occuparsi personalmente della propria abitazione mentre solo il 7% dichiara di affidare la gestione della propria casa ad altre persone, il 45% infine ammette di ricevere un aiuto. In particolare, il 66% dichiara di farsi aiutare dal proprio partner, il 13% dai propri genitori e infine l’8% dalla collaboratrice domestica. Da una recente indagine emerge che il 63% si occupa della pulizia della casa dalle due alle quattro volte la settimana.

Dai dati emerge dunque la scarsa propensione all'utilizzo della collaboratrice domestica. C'è crisi come canta Bugo, certo, poi spesso quelle che ci sono vengono rinchiuse nei Cpta (Centri di Permanenza temporanea per stranieri).

Secondo un articolo del mensile di strada Scarp de' Tenis di maggio nel Cpta di Milano entrano sempre più badanti e collaboratrici domestiche. Basta un controllo casuale delle forze dell'ordine per finire in via Corelli. Secondo il rapporto di Caritas Ambrosiana, pubblicato sul sito, le condizioni di vita all'interno del Cpta di via Corelli sono molto dure. Ci sono immigrati costretti a subire minacce e sopraffazioni da parte di altri immigrati. Scarp de Tenis di maggio racconta la storia di tre badanti, tutte segnate dallo stesso destino sfortunato.

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