Sgarbi: niente riferimenti gay, e la delibera passa

Una sola parola; genio. Ecco l'ultimo colpo di Sgarbi. C'è questa delibera da far passare sul patrocinio per un festival di teatro gay. Con la parola "omosessuale" nel titolo, non ce n'è, la delibera non passa. "E' così, siamo nell'era di Suor Moratti", come spiega Aurelio Mancuso, presidente Arcigay.

I precedenti ci sono, dalla mostra Vade Retro, alle polemiche su Witkin e Von Gloeden, non è che il Comune sia stato particolarmente progressista su certi temi. Ma sorvoliamo. La giunta non vuole proprio farla passare la delibera. Allora Sgarbi, che conosce i suoi polli, che fa?

Toglie la parola "omosessuale" dalla delibera, e la sostituisce con "liberi amori possibili". E la giunta ci casca approvando. Ora: non so quale delle due ipotesi sia la migliore. Se davvero il grado di attenzione di una giunta comunale sia pari a quello di uno scimpanzè sotto Lsd, o se si debba ricorrere a questi trucchi squallidi per finanziare una rassegna di teatro. Per carità, tutto, ma non la parola "omosessuale"...che tristezza.

Foto: Andrea, flickr

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