Rivogliamo il Vigorelli: il comitato di ciclisti contro la ristrutturazione del velodromo

Un comitato di ciclisti decisi a protestare vigorosamente contro la riqualificazione voluta dal comune che accantona il ciclismo come sport centrale per la struttura


Non si danno pace i ciclisti, quelli per cui il Vigorelli era il tempio, la "Scala del ciclismo", teatro di epiche sfide ciclistiche fin dai tempi di Maspes e Gaiardoni; la struttura che ospitò i campionati mondiali di ciclismo nel 1939, nel 1951, nel 1955 e nel 1962. Il 7 novembre 1942 Fausto Coppi vi stabilì il primato dell’ora con 45,798 km.

Protestano, ora che al Vigorelli era stata assegnata nuova vita grazie al progetto di cui parlammo, una ristrutturazione di 18 milioni, per il quale si è chiusa la seconda fase del concorso di progettazione con la consegna degli elaborati definitivi dei 10 progetti di restauro pre-selezionati, lasciando l’ultima parola in mano al Comune di Milano e alla relativa commissione giudicante.

Negli intenti del progetto il nuovo Vigorelli dovrebbe essere un centro polifunzionale aperto a diverse attività sportive dove non ci sarà posto per la vecchia pista fissa di 400 metri del velodromo. L'unica concessione al ciclismo: un museo nell’ala nord, dove verrà conservata una parte della vecchia pista che sarà smantellata e una pista da 250 metri mobile, troppo piccola per allenarsi.

I reazionari su 2 ruote di "Rivogliamo il Vigorelli", già operativi con altre manifestazioni in passato, si sono costituiti in un comitato per salvare la pista in legno all'interno dello storico impianto. Nella lettera al sindaco pubblicata su Facebook rivendicano un posto in città per allenare le future generazioni del ciclismo italiano:

Il ciclismo, sia agonistico che urbano, vive in tutto il mondo un grande successo, ancor più sorprendente se comparato agli scandali che hanno minacciato questo sport negli ultimi 20 anni (...) Riaprire il Vigorelli in quanto Velodromo significherebbe rimettere Milano al centro della grande scena internazionale, come è stato per oltre mezzo secolo. Il Vigorelli potrebbe diventare un punto di riferimento per l’uso della bici in città, la “Casa del ciclismo milanese”, ospitando palestre, negozi, associazioni, bar, spazi dedicati all’uso delle due ruote. Questo non vuol dire che anche altre attività sportive o legate al tempo libero (qui si tenne nel 1965 l’unico concerto dei Beatles in Italia) non possano coesistere in un progetto di valorizzazione dell’impianto. Tuttavia, noi crediamo che, per poter rinascere, il Vigorelli debba in primo luogo tornare ad essere un Velodromo, aperto alle competizioni e all’uso amatoriale, come dimostrano i molti casi delle piste europee “cittadine”, ma soprattutto aperto al settore giovanile.

Il Comitato si chiede perché accollarsi 13 milioni di euro per una nuova ristrutturazione quando la pista è stata risistemata nel '98, con 4,5 miliardi dell'epoca e il contributo di 500 milioni da parte della Mapei. Il Comitato ha inoltre allertato la Soprintendenza per i Beni Architettonici chiedendo che sia salvaguardata la funzione di Velodromo come aspetto fondamentale di tutela della memoria storica del Vigorelli.

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