Le nuove regole della movida: dal Ticinese a Corso Como per dehor, musica e bottiglie

Con un colpo al cerchio (i commercianti) e uno alla botte (i residenti) per bilanciare gli orari più lunghi, il Comune introduce limitazioni sferzanti


Mettere d'accordo movida e residenti appare una mission impossibile che ogni giunta è chiamata ad affrontare. Vi ricordate la polemica per la proposta che l'Assessore D'Alfonso argomentò in Consiglio, quella della musica spenta a mezzanotte? Sembrava eccessiva. Eppure da domani sarà realtà: vietato diffondere musica all’interno dopo le 24, con l’eccezione dei locali che hanno certificazione acustica o licenza per concerti. All’aperto la musica è consentita solo fino alle 23.

Non si tratta della chiusura, ben intenso. Quella è posticipata (con i residenti che si lamentano). In Ticinese e Navigli i locali dovranno togliere i dehors alle 2 e chiudere alle 3, l’Arco della Pace, con chiusura alle 2 dopo avere smantellato le aree dei tavolini all’01 e Como/Garibaldi con chiusura alle 2 all’interno e all’aperto. Il Comune dunque ha optato per la differenziazione degli orari per zona, piuttosto che unificare i divieti.

Con un colpo al cerchio (i commercianti) e uno alla botte (i residenti) per bilanciare gli orari più lunghi, il Comune introduce limitazioni sferzanti. La musica dicevamo all'inizio, ma non è finita.

In tutti i bar che occupano suolo pubblico dovranno poi coprire le spese di Amsa per la pulizia e alle 24 scatta il divieto di vendere prodotti destinati all’asporto e dalle 21 è vietato vendere bibite d’asporto in contenitori di vetro e in latta. Tutti contenti? I residenti lamentano troppe concessioni ai commercianti che dal canto loro lamentano troppe limitazioni. Tutti contenti, nessun contento!

Ancora si deve decidere per Brera, Porta Venezia e Paolo Sarpi, regole che saranno definite nelle prossime settimane, dopo le riunioni dei distretti urbani del commercio dove siedono commercianti e residenti.

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