Nuovo Vigorelli: da Roma un primo stop al progetto del Comune

"La pista non si può smantellare", poi il ministro fa una parziale retromarcia. Oggi incontro per decidere quali modifiche apportare al progetto.

Il comitato Rivogliamo il Vigorelli incassa una prima vittoria, visto che dal ministro dei Beni Culturali Massimo Bray è arrivato uno stop al progetto di riqualificazione del tempio milanese del ciclismo.

"La pista non si può smantellare"; un brutto colpo, visto che per la creazione del nuovo polo dello sport che l'amministrazione ha in mente - e per il quale è disposta a spendere 18 milioni - è necessario smantellare la storica pista in legno sostituendola con una smontabile da 250 metri. "Il progetto contrasta con le linee di indirizzo della Soprintendenza. Il velodromo è oggi tutelato, in quanto bene immobile di proprietà pubblica la cui esecuzione risale a oltre settant'anni".

Parole che hanno gettato nel panico la giunta, che per qualche ora ha creduto che dal ministero fosse arrivato un vero e proprio alt. Poi la parziale retromarcia: "Non c'è una bocciatura del progetto, ma c'è la necessità di verificare alcuni punti del piano di riqualificazione, Soprintendenza e Comune lavoreranno assieme per completare le verifiche sul sito".

Che significa tutto questo? Che già oggi ci sarà un incontro tra la Soprintendenza e il vicesindaco Ada De Cesaris, per cominciare tutte le verifiche necessarie. E soprattutto per decidere se e quali saranno le modifiche al progetto dello studio milanese Vittorio Grassi. Ma agli appassionati di ciclismo interessa soprattutto che il Vigorelli rimanga un tempio del ciclismo, e non diventi un polo dello sport da prestare alle due ruote ogni tanto.

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