Armani: Roma è più pulita di Milano

Armani, a Roma per l'apertura di una sua boutique, sentenzia: Roma è più decorosa di Milano. E tuona contro graffiti, neon e giardinetti "modesti".

Roma o Milano? Un match infinito che scuote animi e accende vecchi rancori mai sopiti. Re Giorgio, milanese nell'anima e nel midollo, simbolo dell'operosità e del glamour meneghino, ha beffardamente impugnato il suo giudizio caustico: "Mi piacerebbe venire più spesso a Roma, una delle città più belle al mondo, ma non lo faccio perché poi aumenta il mio dispiacere di tornare a Milano e vedere com’è ridotta".

Increduli nel sentire queste dichiarazioni? Armani ha pronunciato il fatidico verdetto proprio a Roma, da via Condotti, dove ha inaugurato la sua boutique di tre piani. Via dei Condotti, per chi non lo sapesse, è la Montenapoleone di Roma. Ma andiamo oltre, perchè lo stilista argomenta la scelta e ne ha anche per graffiti, neon e giardinetti.

Roma "È decisamente più pulita". E qui, sono convinto, i Romani che abitano in periferia potrebbero ghignare sonoramente, ma andiamo oltre. Nel mirino di Re Giorgietto ci sono anche i graffiti (ma non i writer), "sono ovunque, sui muri dei palazzi, sui portoni, nulla è risparmiato. Basta andare lungo i Navigli per rendersi conto di quanto siano invasivi". Come dargli torto.

Ma non è finita: ce n'è anche per le insegne al neon "invadenti e di cattivo gusto"; e non meglio specificati giardinetti: "Sono così modesti...". Non è la prima volta che lo stilista tuona contro il degrado milanese. Lo fece anche nel 2006. La sua è par condicio, tanto da sottolineare: "Lasciamo stare Giuliano Pisapia. Lui non c’entra".

Re Giorgio forse, dall'alto del suo attico milanese, potrebbe fare qualcosa per combattere il degrado che imperversa. Roba da magnati. Pisapia non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Ci ha pensato il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris che, sferzante, ha replicato: "non credo che verde e arredo urbano possano considerarsi migliori. Con la crisi mancano le risorse, chi può ci dia una mano a fare meglio".

E poi il lusso contro la sobrietà: "non confondiamo il lusso con la bellezza: le nostre aiuole sono sobrie perché puntiamo alla fruibilità del verde, alla gestione insieme ai cittadini. Un orto ben organizzato è più bello di un’aiuola sontuosa". Voi cosa ne pensate?

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