Manuel Agnelli e Cesare Basile: i cantautori contro Milano?


Milano non è mai stata molto presente nell’immaginario del pop italiano. Napoli ha la celeberrima canzone, Roma ha il suo Venditti. Perfino il cielo di Torino ha trovato qualcuno che ci scrivesse una canzone sopra. Di Milano invece, si canta poco o niente. Qualcuno sicuramente dirà: mi, gù de laurà. Colpisce quindi scoprire che negli ultimi mesi ben due nomi importanti del rock alternativo italiano hanno dedicato loro brani alla nostra città.

Senza sprecarsi in quanto ad affetto, a ben vedere. Stiamo parlando innanzitutto dei meneghini Afterhours che hanno intitolato il loro ultimo disco “I Milanesi ammazzano il sabato”; tra le sue 14 tracce, oltre alla title-track, spicca “Tema: la mia città”, il cui testo è spiegato così dal cantante Manuel Agnelli: «Milano è “bilanciocentrica”, la cultura e l’attenzione per il sociale non esistono. Ma confidiamo nei suoi eroi e nei loro maglioncini magici per risolvere la situazione: un esercito di Ferocissimi Bloggettari Anonimi contro il sistema, ma solo dopo l’aperitivo...».

Ci va ancora più pesante, se possibile, il catanese Cesare Basile che nella sua “Il fiato corto di Milano” si immagina – se ho capito bene – un attentato terroristico in metropolitana e commenta: “Cosa volete che me ne freghi, se ci faranno saltare in aria (..) qui non c’è gloria, non c’è onore da serbare”. Che dite, questi autori cantano anche la vostra ambivalenza verso Milano oppure non hanno capito niente di questa città?

Foto: myriapod, Flickr

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