Voci dall'Hinterland: Penati leghista o Milano egoista?

Tessera n° 41508 della Lega Nord “honoris causa”. Di chi stiamo parlando? Borghezio? Calderoli? Niente di più lontano. Il neo “laureato” è l’attuale presidente della Provincia di Milano, nonché ex sindaco della rossa Stalingrado d’Italia, Filippo Penati. Stupiti?

Tutto nasce dopo le polemiche dichiarazioni con cui il commissario straordinario all’emergenza rom Gian Valerio Lombardi (di cui abbiamo già parlato) ha illustrato la sua soluzione al problema che prevede lo smantellamento della maggior parte dei campi milanesi e il trasferimento dei loro abitanti nei comuni limitrofi.

Piano perfettamente in linea con la politica da sempre sostenuta dal comune di Milano, ovvero spostare i problemi fuori dalle proprie competenze amministrative scaricandoli sull’hinterland.

A seguito di queste dichiarazioni numerose e dure sono state le reazioni di molti sindaci dei comuni alle porte di milano che, giustamente, non accettano di vedersi addossare da Milano l’ennesimo problema di difficile soluzione, anche perché l’emergenza rom non riguarda solo il capoluogo, molte altre città, come ad esempio Sesto San Giovanni, Cinisello o Pioltello, da anni accusano difficoltà nella gestione dei campi presenti sul proprio territorio.

Capofila della protesta si è eletto Filippo Penati, in qualità sia di presidente della Provincia, in grado quindi di avere una visione più ampia rispetto al campanilismo cittadino dell’amministrazione milanese, sia di ex sindaco della principale città della periferia milanese:


"Non ci serve un commissario ai trasporti dei nomadi ma all’emergenza dei campi. Io dico che stiamo partendo con il piede sbagliato se la missione assegnata dal Governo all’imminente commissario è quella di prendere atto dello status quo e di limitarsi, com’ha dichiarato lui stesso, a redistribuire 23.000 nomadi sul territorio della provincia. Non è così che si proteggono le comunità e i cittadini da noi amministrati. Le priorità sono altre. La prima? Dare corso alle espulsioni dei cittadini comunitari indesiderati. Credo che le Prefetture, in attesa del varo di un disegno di legge ad hoc, abbiano già approntato gli elenchi dei rom con precedenti penali e impegnati in attività criminali. Riguardo alla seconda priorità, invece, è necessario applicare la direttiva comunitaria, siglata dall’oggi ministro degli Esteri Franco Frattini, che consente di riaccompagnare alla frontiera i cittadini comunitari non in grado di sostentarsi. L’Italia può accogliere quanti cercano lavoro ma non farsi carico dell’indigenza di competenza, semmai, del Welfare dei Paesi di provenienza dei nomadi. Ritengo, poi, che il Governo dovrebbe chiudere i flussi dalla Romania. Solo quando avremo liberato i campi dei delinquenti e degli indigenti di professione, magari utilizzando il milione di euro offerto dalla Provincia al Fondo per la sicurezza metropolitana nel noleggio di pullman che accompagnino oltre confine i rom "irregolari", potremo affrontare il problema della redistribuzione di quelli rimasti sul territorio milanese".

Dichiarazioni dure, che forse nessuno si aspetterebbe da un presidente di Provincia eletto con una maggioranza di centro-sinistra (quando ancora era tale..). Sicuramente non se lo aspettava l’onorevole, da poco, Matteo Salvini, capogruppo della lega nord in comune, che ha pensato bene di portare a palazzo Isimbardi una tessera del carroccio intestata proprio al presidente della Provincia a conseguenza delle affermazioni “in linea” con la politica leghista. Tessera che, ovviamente, è stata rifiutata da Penati che ha ribadito le proprie differenze col partito delle camice verdi.

Senza entrare nel merito delle dichiarazioni, questa vicenda, spogliata dalle evidenti volontà di propaganda politica delle varie parti, mette però in luce un elemento fondamentale del rapporto tra Milano e i comuni che la circondano, ovvero l’incapacità di comunicazione e progettazione condivisa. È pensabile che si continui così?

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina: