Stipendi dei consiglieri regionali: al Pirellone approvati i tagli

Gli stipendi complessivi passano a 10mila euro lordi. Ma il Movimento 5 Stelle non ci sta e vota contro.

Tutti d'accordo tranne il Movimento 5 Stelle (che aveva già spiegato le ragioni del suo dissenso): il consiglio regionale della Lombardia approva i tagli agli stipendi con 66 voti a favore su 75.

Si riducono così di circa il 50% le spese complessive per i gruppi politici del Pirellone. Non un sacrificio volontario, ma il recepimento del decreto Monti che chiedeva alle regioni di fare una spending review entro giugno.

Gli stipendi dei consiglieri scendono a 10.500 euro lordi (rispetto ai 16mila di prima), così composti: 6.300 di indennità di carica e 4.200 di rimborsi forfettari. Cambia quindi la modalità dei rimborsi, che non saranno più illimitati previa presentazione degli scontrini (con le spese pazze che abbiamo visto), ma saranno limitati e però forfettari, quindi non dovranno essere giustificati.

Tagli anche per il personale dei gruppi: i fondi passano d 9 milioni a 4. Mentre le spese per il funzionamento dei gruppi vengono tagliati di oltre l'80%, scendendo a 500mila euro. In caso di assenze ingiustificate, inoltre, ci sarà una sanzione giornaliera di 280 euro. Tagliati del 10% anche i vitalizi degli ex consiglieri.

Non solo: la Corte dei Conti porta accedere al sistema di contabilità della regione per fare le sue verifiche. Funzionari e magistrati potranno accedere sia da remoto che da postazioni all'interno del Palazzo Lombardia.

E così, secondo i promotori, il costo per i lombardi per mantenere la macchina politica regionale sarà di un euro e 45 centesimi a testa, risparmiando 14 milioni di euro l'anno e 70 per l'intera legislatura. Ma che si farà di tutti questi soldi risparmiati? Una parte andrà in borse di studio a favore di 50 giovani neolaureati, per uno stage pagato nel consiglio regionale.

Tutto questo però non basta al Movimento 5 Stelle, che attraverso un comunicato stampa spiega: "La casta regionale, costretta dal decreto Monti sulla spending review, si è attribuita una indennità di oltre 8 mila euro, non proprio bruscolini se pensiamo che molti consiglieri hanno già uno stipendio. Per M5S l’indennità per consiglieri, assessori e sottosegretari doveva essere fissata a 5 mila euro lordi e il rimborso spese rendicontato a piè di lista non doveva superare i 3 mila euro mensili. I vecchi vitalizi andavano abrogati. I fondi non usati dai partiti dovevano tornare alla regione".

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