Lega Nord e grattacieli: domani sì, adesso no?

Ieri la Giunta di Milano ha approvato definitivamente il progetto Citylife per la riqualificazione dell’area della vecchia Fiera di Milano. Si tratta, forse, dell’ultimo passaggio di approvazione formale del progetto, poi partiranno i lavori, con già qualche anno di ritardo rispetto alle previsioni iniziali. Ciò che scatena le ultime polemiche, in questi giorni, è il fatto che il Consiglio Comunale non è stato chiamato a dibattere né a pronunciarsi sul progetto: secondo una recente legge urbanistica regionale, infatti, questo potere spetta solo alla Giunta.

Niente di sconvolgente in sé: non è la prima volta che ciò accade. Ciò che stupisce di più è invece considerare che solo due mesi fa la Lega Nord (che fa parte della Giunta) invocava per i grattacieli di Citylife – insieme a Sgarbi – addirittura un referendum civico. Sgarbi si sa che fine ha fatto. La Lega invece è passata dalla proposta del referendum (ovvero la consultazione di più di un milione di persone) all’approvazione da parte dei pochi membri della Giunta.

Saltando a piè pari quelle decine di persone (il consiglio comunale) che i cittadini milanesi hanno eletto apposta per rappresentarli. Ma le mezze misure, si sa, non sono alla moda. Forse in Italia rinfacciare ai politici le loro dichiarazioni passate è da ingenui, per usare un eufemismo. Forse aiuta considerare la data delle dichiarazioni sul referendum: 10 aprile 2008. Pochi giorni prima delle elezioni.

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