Campagna contro la droga: preti e Vip in discoteca


A volte ritornano. E si ricomincia, e si riparte: leggo oggi sul Corriere - cartaceo ahimè, non tutto va online - della campagna antidroga, del patto tra comune e discoteche, degli - uh oh! - accordi con San Patrignano. Bene, molto bene. "Porteremo sportivi e sacerdoti nei locali". Sono certo che verranno ascoltati. Sono certo che fulmineranno sulla via di Damasco, piuttosto che con i cinquanta euro arrotolati, un sacco di ragazzi e ragazze con le narici sporche, piuttosto che gli occhi un pò più arrossati della norma. Per favore. Per favore. A parte che su San Patrignano potete leggere una interessante controstoria qui, su Indymedia - ah quanti ricordi! -


Giancarlo Arnao descrisse così i fondamenti del Muccioli-pensiero: "L'ideologia di base di San Patrignano è che tutti i consumatori di droghe diventano tossicodipendenti e che tutti i tossicodipendenti muoiono. Le persone che vanno a San Patrignano sono 'salvate dalla morte'; pertanto, ogni mezzo è lecito per liberarle dalla droga"

Vorrei semplicemente qualcuno avvisasse Mariolina Moioli, deus ex machina dell'iniziativa, che sono soldi buttati. Buttati, dal primo all'ultimo centesimo. Al fianco del Comune anche Rudy Citterio, presidente del Silb. Chissà se si ricorda di quanto accadde al suo collega circa un decennio fa...

Arrestato Gianni Fabbri, proprietario del Paradiso di Rimini, considerato il re delle discoteche romagnole. A fargli compagnia, qualche altro nome illustre del settore e molti pregiudicati di medio e piccolo calibro nell'operazione partita da Milano e battezzata "Paradiso". Non si sa se per i paradisi artificiali (coca, eroina e ecstasy) in offerta speciale nelle discoteche, o per le manette al patron del "Paradiso Club" locale esclusivissimo di Rimini alta. Piu' di duemila posti, in una villa padronale dell'entroterra, cara all'ex vicepresidente del Consiglio e ballerino, Gianni De Michelis che nel suo libro "Dove andiamo a ballare questa sera?" l'aveva messa al primo posto nell'hit parade delle "balere"

Trovate il pezzo completo nell'archivio del Corriere, che sempre sia lodato.

Foto: phibbi, Flickr

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