Manfredi Catella e Stefano Boeri: a Porta Nuova il bosco verticale

"Federico...mi cerchi "Laurea in Architettura" su wikipedia?" Ecco, quando leggo notizie come queste io me li immagino, loro, gli architetti - che sono qua, hanno in mano la città - che partono da concetti come "tubatura per comunicare" degni di Fuffas, e poi mettono giù delle boiate del genere, come il bosco verticale a Porta Nuova.

Ci saranno opportunità anche per gli uccelli. Che potranno deporre a piacimento le uova sugli alberi delle case- bosco. E' ancora presto (per gli uccelli), perché i due grattacieli a forma di bosco, progettati da Stefano Boeri, sono virtuali. Come del resto i futuristici uffici e case double face degli architetti Lucien Lagrange e William McDonough, presentati ieri in carne ed ossa (gli architetti) da Manfredi Catella, ad di Hines, nonché regista e anima del progetto di Porta Nuova, l'avveniristico quartiere che dovrebbe nascere nel cuore di Milano

"E' vero Federico, no? Non abbiamo ancora la tecnologia per realizzarla!"
"Quindi il vostro progetto è...fuffa"
"Si"

Il bosco verticale dovrebbe abbattere di 2 gradi la temperatura e ridurre inquinamento e rumore. Un paradiso per chi potrà goderselo: sarà come vivere in campagna abitando in pieno centro cittadino. Ma chi potrà permetterselo un appartamento del genere? Solo i costi della gestione del verde fanno supporre cifre non proprio eco-sostenibili

Ma perchè non fare delle case popolari "normali", o semplicemente assegnare gli alloggi sfitti di piazzale Dateo, una scandalo che grida vendetta da anni?

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