Gualtiero Marchesi restituisce le "stelle" alla Michelin

Abile mossa pubblicitaria? Il coupe de theatre dell'osannato chef ha tutte le carte in regola per esserlo. E' stato il primo a ricevere le tre stelle, lui il numero uno d'Italia, nel lontano 1984. Dopo di allora il maestro ha cresciuto un piccolo esercito di ambiziosi chef che nel corso di vent'anni si sono fatti strada come L'Oldani, per esempio, ma anche Carlo Cracco, Paolo Lopriore, Andrea Berton, Paola Budel e Vittorio Beltramelli.

Ora il genio della cucina, vuole restituirle, quelle stellette appuntante sul grembiule e guadagnate con valore sul campo di battaglia. Così, dopo aver avviato con successo Il Marchesino, il ristorante del Teatro alla Scala, il maestro Marchesi ha pensato bene di convocare i media, oggi, al Circolo della Stampa e di dare la notizia choc. Secondo quanto appreso da Affari Italiani "è lo stesso chef a non voler più accettare i punteggi nelle guide perché ritiene che a 80 anni è finito il tempo di essere giudicato come uno studente". Marchesi ha però quello che si dice il dente avvelenato; quel declassamento improvviso da tre stelle a una, nell'ultima edizione è stato un boccone amaro da digerire.

Oggi, alla vigilia della partita Italia-Francia, la notizia ha un che di valore simbolico; magari Marchesi si vuole fare promotore della revanche sulla spocchiosa Francia. Ci auguriamo che il maestro sia il primo di una rivolta che fomenti dalle prestigiose cucine italiane. Perchè? E' indubbio che i francesi non sono generosi nei nostri confronti, loro che dichiarano essere "la cucina migliore del mondo". L'edizione 2008, infatti, non assegna alcun nuovo piazzamento al vertice, cioè con le "tre stelle" e assegna soltanto un nuovo "due stelle" ad Aimo e Nadia di Milano e una stella al Guidopereataly di Torino. Su questo articolo de La Stampa ci sono le tabelle complete in paragone con Francia, Germania, Stati Uniti e Tokyo. L'Italia peggio della Germania? Sembrerebbe...

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