Radiohead all'Arena: cronaca del concerto del 17 giugno '08

Come annunciato ecco a voi la cronaca del concerto di ieri dei Radiohead all’Arena Civica.

Causa pioggia e ritardo mostruoso, per via delle disposizioni del comune l’inizio è previsto molto presto alle 20.45, decidiamo di raggiungere l’Arena in auto non seguendo (ahinoi!) i consigli ecologisti del gruppo inglese. Dopo interminabili giri alla ricerca di un parcheggio troviamo finalmente un posto in via Paolo Sarpi e ci avviamo verso l’anfiteatro sotto una pioggia che non promette nulla di buono.

Dopo essere finalmente riusciti ad accomodarci sulle tribune, ovviamente il biglietto più economico, ci rendiamo subito conto, con somma delusione, che il palco è lontanissimo mentre inspiegabilmente l’organizzazione ha lasciato dei vuoti incredibili nel prato e sugli spalti.

Passano il tempo e la pioggia decide fortunatamente di placarsi risparmiandoci almeno un’attesa eccessivamente bagnata.

Finalmente, con qualche minuto di ritardo, Thom Yorke e soci salgono sul palco e iniziano subito a suonare le travolgenti “Step” e “Bodysnatchers”, tracce dell’ultimo album “In Rainbows”. A questo punto il pubblico assiepato come noi sugli spalti inizia a rumoreggiare.

Infatti, sempre grazie alle fantastiche disposizioni comunali, il volume è così basso che sicuramente non infastidisce il vicinato visto che risulta davvero difficile sentire per noi.

Poi, sarà la distanza abissale, saranno le immense praterie che si aprivano davanti a noi, sarà, soprattutto, l’altezza contenuta della recinzione, dalle tribune un mare di gente inizia a scavalcare per avvicinarsi di più ai propri idoli, frenati debolmente dalla sicurezza che è riuscita ad arginare il tutto solo dopo aver chiesto l’aiuto alla polizia in tenuta antisommossa.

Ovviamente, da perfetti inviati, ci siamo sentiti in dovere di partecipare a questo moto collettivo riuscendo così a raggiungere il fangoso prato ed avvicinarci, finalmente, ad una distanza umana dal palco proprio mentre Yorke ci regalava i suoi fantastici acuti in “All I need”.

Da qui in avanti il concerto si snoda tra suggestioni ed emozioni musicali rare che solo un gruppo dello spessore tecnico e artistico dei Radiohead riesce a dare. Uno spettacolo perfetto dal punto di vista musicale con pezzi che addirittura sembravano meglio suonati rispetto alle versione su disco.

Una scaletta molto ricca di brani del loro ultimo lavoro che, nonostante l’assenza di alcuni grandi classici, non ha certo deluso le aspettative dei numerosi fan che hanno volentieri rinunciato alla partita degli Italia-Francia e sfidato le intemperie per i loro beniamini.

Menzione particolare alla scenografia dove dei tubi calati dall’alto creavano cascate di luce ed effetti visivi memorabili come quando durante “Everything in Its Right Place” le parole scorrevano spezzettate e giganti sopra le teste del gruppo. Stesso discorso vale per il sistema di telecamere collocate nei luoghi più impensabili del palco le cui immagini, ben mixate sui megaschermi, proponevano particolari punti di vista dei cinque musicisti.

In conclusione, due ore di travolgente musica come pochi gruppi sulla scena mondiale sanno offrire, uno spettacolo da ricordare concluso sulle sincopate note di “Idioteque” in un’esplosione lumionsa.

Unici aspetti negativi di una serata da incorniciare le disposizioni assurde del Comune, che ha fatto terminare il tutto alle 23 in punto negando così un probabile ultimo bis ai presenti, e la solita massa di dementi che a un certo punto ha intonato l’odiosa italica versione di Seven Nation Army fortunatamente azzittiti dal resto del pubblico. Non se ne può più.

Comunque grande gruppo, grande concerto, grande musica. Stasera si replica, sempre all’arena, sempre alle 20.45.

Foto: flickr

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