De Zan indagato: tra soffiate e frodi fiscali scoppia un putiferio

E' umano. Tempo fa c'è chi avrebbe pagato per conoscere il reddito del vicino, del parente e soprattutto del capo. Le possibilità che l'ex Ministro Visco ci ha dato sono state quantificate come impagabili, finalmente una finestra aperta, un velo trasparente, un'Italia diversa dalla policy della privacy a tutti i costi. Ma evidentemente a Davide De Zan non è bastato frugare su internet per conoscere i redditi dei suoi superiori in pectore: Piccinini, star di Controcampo, e Ziliani, caporedattore di Studio Sport. Qui, più che una sana e onesta rivalità tra colleghi giornalisti divisi da opposte ideologie calcistiche (ricordiamo Ameri-Ciotti, insultatesi in diretta a "Tutto il calcio minuto per minuto"; o Brera-Palumbo con la mitica scazzottata in tribuna), si tratta apparentemente di un caso di invidia, che come rimarcava Voltaire: "E' un verme roditore, è il veleno del cuore", o più semplicemente la sacrosanta curiosità di sapere "quanto guadagnano più di me".

"Accesso abusivo a sistema informatico". Questa l'accusa rivolta al cronista che avrebbe chiesto ad un amico dell'Agenzia delle Entrate di avere la scheda dell'anagrafe tributaria dei suoi superiori. La vicenda è stata scoperta grazie alle intercettazioni telefoniche. Nell'ordinanza d'arresto anche due commercialisti, un'investigatrice privata e un dipendente dell'Agenzia. A De Zan l'attenuante di un peccatuccio veniale, la punta mediatica di un'indagine che coinvolge circa 15 persone indagate per un reato ben più grave: le cancellazioni di cartelle esattoriali in cambio di denaro.

E tra quelli di voi che hanno spulciato su Internet i redditi del 2005, cosa avete controllato per primo?

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: