Stasera al Teatro di Verdura Ray Bradbury in collegamento telefonico per Fahrenheit 451

Questa sera al Teatro di Verdura - nome meraviglioso - alle 21,15 in via Senato 14, si rappresenta Fahrenheit 451. La parte più interessante è che ci sarà in collegamento telefonico Ray Bradbury, una cosa che capita oggettivamente raramente. Bradbury appartiene a quella generazione di maestri della science fiction che ci sogneremo per il resto della nostra esistenza, ed i primi altri due che mi vengono in mente sono Richard Matheson e Philip K. Dick. Qui sopra il trailer originale di Fahrenheit 451. Dopo il salto, due parole su questi tre mostri.

Bradbury è del 1920. Forse anche voi a tredici anni avete letto Cronache Marziane. C'era questo racconto in cui dei genitori credevano di rivedere il figlio morto ovunque - su Marte colonizzato alla maniera in cui si vedeva il futuro nei 50's - che mi aveva letteralmente sconvolto. Bradbury "Cronache Marziane" lo scrive che ha trent'anni, quando ne ha trentuno scrive Fahrenheit 451, da cui Truffaut, prima di diventare un naufrago nel deserto degli incontri ravvicinati del terzo tipo, tira fuori un film caruccio, ma non eccezionale.

Richard Matheson ha qualche anno in meno, è del 1926. Quando siamo andati a vedere "Io sono leggenda" credo che pochi avranno pensato a "1975: occhi bianchi sul pianeta Terra" di cui era il remake. Il tutto tratto da "I am legend", del buon Matheson; scritto quando? Quando aveva ventotto anni. Collabora con la serie "Ai confini della realtà". Ce ne sarebbe da dire per riempire settecento post. Ma non ora.

Dick è il più giovane, il fratello più piccolo di questa trimurti. Ed è il più disperato, quello che si deprime, quello che si fa di amfetamine, quello che tira fuori dal cilindro quello che diventerà Blade Runner, ovvero "Do Androids Dream of Electric Sheep?". Muore nel 1982, a marzo, quando proiettano per la prima volta il capolavoro di Ridley Scott. Poi ci sarà la gloria postuma - una delle cose più inutili mai create, la gloria postuma - eccetera, eccetera. Per uno che diceva cose del genere:

"Ho scritto e venduto ventitré romanzi, e sono tutti orribili, tranne uno. Ma non so di preciso quale sia"

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