Nasce il il Movimiento Real Juvenil: reintegrare adolescenti latinoamericani con un passato difficile

Mai si sarebbe immaginati che in Italia saremmo arrivati ad avere problemi di legalità legati alle bande giovanili. Roba da ghetto americano. Eppure a Milano la presenza di bande di origini latinoamericane, prevalentemente di Equador e Perù, come i LK e i Commando aveva creato non pochi problemi di ordine pubblico tra scippi, aggressioni, spaccio e persino un morto.

Come arginare il fenomeno? Se lo sono chiesti in molti. A Genova con l'aiuto dell'università si è puntato a far percepire i loro gruppi come organizzazioni di strada e non più come organizzazioni criminali. A Milano si è seguito un esempio analogo. Tre anni di lavoro sul campo da parte di educatori, sociologi per un "piano" lanciato a settembre dell'anno scorso e ufficialiazzato sabato scorso con una cerimonia a cui hanno partecipato, oltre agli operatori di Comunità nuova, anche il console dell’Ecuador a Milano, Narcisa Soria Valencia, la viceconsole Monica Lasso e Matteo Armelloni dell’assessorato alla Partecipazione della provincia.

Scopo dell’associazione, si legge nello statuto, è di “promuovere le relazioni interculturali, l'educazione ai valori, difendere e divulgare i diritti umani e i diritti di cittadinanza, favorire la partecipazione dei giovani di qualunque nazionalità in attività di formazione culturale, sociale sportiva”.

Dice uno dei ragazzi:

La gente pensa che siamo qui per commettere reati, ma non è vero. Qualcuno di noi ha fatto degli sbagli in passato, certo, ma come tutti gli umani non siamo perfetti. Quanto accaduto in passato era come se non lo volessimo: si spiega anche col fatto che non sapevamo come altro comportarci". Importante l’aiuto dato da Comunità nuova: "È stata una grande mano anche a livello personale. Quando qualcuno di noi ha avuto problemi loro ci hanno aiutato. Si sono conquistati la nostra fiducia. E oggi non è che l’abbiamo in tutti: tanta gente ha promesso in passato di darci una mano e poi ha finito per voltarci le spalle".

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