Springsteen a San Siro: cronaca del concerto del 25 giugno ’08

Il Boss e compagni salgono sul palco poco dopo le 20.30, orario imposto dal Comune a causa delle note proteste dei residenti del quartiere San Siro. Attacco con una cover: lo standard rock’n’roll Summertime Blues, poi il via ai classici con Out in the Street da The River del 1980. Springsteen si dimostra l’animale da palco di cui tutti parlano: corre da una parte all’altra del palco, provocando spostamenti di massa nel pubblico del prato, che prova a seguirlo; cerca il contatto fisico con il pubblico delle prime file, per sua fortuna costituito da belle ragazze nonostante l’età media piuttosto alta del pubblico. Si lancia in scivolate e si rotola per terra mentre suona un assolo, nonostante i 58 anni abbondanti.
La parte centrale del concerto è riservata alle request, raccolte dai cartelli che agitano gli spettatori delle prime file: e così ecco alcuni brani meno noti come None but the Brave o Racing in the street, da Darkness on the Edge of Town del ’78, eseguito quasi per intero. Fine della prima parte con le cavalcate più epiche dell’ultimo album Magic: Last to Die e Long Walk Home, che raccontano – spiega il Boss - di cosa significa “veder succedere cose nel tuo paese che non ti saresti mai immaginato potessero accadere”.

Dopo una pausa brevissima ecco i bis, con alcune grandi hit e – a sorpresa – la cover di Twist and Shout (ne potete vedere un assaggio nel video qui sopra). Bruce sembra quasi riluttante a lasciare il palco, nonostante abbia suonato già per più di tre ore.

L'unica nota stonata della serata, come al solito, viene da ATM: migliaia di persone hanno ascoltato la propaganda del Comune che invitava a recarsi a San Siro coi mezzi pubblici; le stesse persone si sono ritrovate però, all’uscita dal concerto, con la metrò chiusa e una sola 90-91 ogni mezz’ora.
Complimenti a Springsteen allora. Per il Comune, invece, pollice verso.

  • shares
  • Mail
2 commenti Aggiorna
Ordina: