"Non sono comunista": l'incredibile storia di Pietro Busco

Pietro Busco

L'uomo nella foto qui sopra è un senzatetto, si chiama Pietro Busco - o dice di, tutto è possibile - l'avevo incontrato davanti a DePadova in corso Venezia. Lo stridio tra la home furniture da cessione del quinto e il suo cartello mi sembrava tutto sommato meno intenso che in altre occasioni. Di fronte ad un divano che mi sarebbe costato come un anno di affitto, non potevo certo pensare di trovare un rivoluzionario sandinista.

Mi ci fermo a parlare e lui racconta, nella solita maniera un pò sconclusionata con cui te la racconta la gente che vive per strada, che: è in parte spagnolo, che faceva l'imbianchino, e poi una labirintite gli ha reso impossibile salire su scale e ponteggi, che vorrebbe in Italia tornasse l'energia nucleare - insisteva molto su questo - ma, ehi, e il cartello? In tutto questo, come mai il cartello? Semplice.


"Fino a qualche mese fa tenevo la barba lunga, e nessuno mi dava niente, forse pensavano che fossi un comunista. Allora ho fatto la barba, che non tiravo su niente"

Non fa una grinza. Ma sulla storia di Pietro Busco torneremo magari domani in maniera più approfondita.





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