1998-2008: dieci anni di emulazionismo per Jason Brooks

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Il cartellone qui sopra è un pò ovunque nelle metropolitane meneghine: c'è questa figura femminile che invita all'anniversario di un centro commerciale, nulla di che. Ma la parte carina è un'altra, ovvero che segna l'ennesima, perdurante, sciagurata, emulazione fallita - direbbe Labranca - di Jason Brooks. Chi è Jason Brooks? Semplice. L'uomo che si è inventato quel tratto, quel modo di disegnare la figura femminile e gli ambienti.

Ma l'ha fatto almeno una decina di anni fa, e la cosa era tremendamente fashion, per chi crede in questo termine. In seguito anche Paolino il Mago dello Spiedo avrebbe sognato di utilizzare un'iconografia simile per i suoi pennuti arrostiti. E il tocco glamour? Svaporato come una medusa spiaggiata.

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Tutto inizia con il boom dei tardi anni novanta dell'house music: prima genere musicale per iniziati alla scuola di Chicago - e non intendo quella sociologica, ma quella fatta di snare e tr-909 - in seguito marcito in nenie ipercommerciali iniettate nel sistema dei locali da ballo e spacciato per raffinato ed elitario. Pensate a meteore come Spiller, per esempio. Lì l'armageddon c'era già stato.

In quel periodo, ma stiamo già parlando dei primi anni '00, è tutto un fiorire di compilation: c'è tutta l'interminabile serie dei Buddha Bar, tutta l'interminabile serie di cd - ah quando il cd aveva ancora un senso! - che abbinavano una località di villeggiatura tendenzialmente tamarra o à-là-page ad un sottogenere: per dire "Ibiza Chill Out - Vol IV", "Mykonos Deep House Cuts - Vol XVII", "Lido delle Nazioni Tribe - Vol LVXII". Ok: forse la rivalutazione del Lido delle Nazioni non c'è mai stata, peccato.

In mezzo a cotanta fuffa appaiono anche le compilation di Hed Kandi - successivamente precipitata in un discreto squallore - una etichetta del Regno Unito fondata nel 1999, che utilizza per le copertine delle proprie produzioni proprio le grafiche del buon Jason Brooks. E tutti le vedono e dicono:"Uh, ma che bello. Ci faccio anch'io qualcosa". Chiunque. Da lì in poi inizia la discesa.

Per Jason, che si acchiappa campagne come queste, che riporta nel suo sito: Audi, British Airways, BRB, Coca-Cola, Coty,Carlsberg,Ellesse,Finlandia Vodka,Globetrotter, Guerlain,L'Oreal, Saatchi & Saatchi,Mark's Inc, Martini,Nike, Ritz Hotels,Ruggeri, Mercedes Benz, Mont Blanc, Niemann Marcus, Publicis, Tali, Safilo Sunglasses, Veuve Clicquot.

E per i creativi di mezzo pianeta che trovano uno stile comodo da emulare e di sicuro effetto. Peccato che la differenza con l'originale si veda parecchio, sempre.

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