Collezione Pubblica di Bros, omaggio a Piero Manzoni

collezione pubblica di brosÈ un dato di fatto che l'arte aspiri intrinsecamente al museo, nella sua accezione più ampia, stessa cosa che l'artista diventa tale quando - qualunque cosa produce - ha un'eco ridondante ed un nutrito seguito di estimatori entusiasti.

Ieri sera, strapubblicizzato dai quotidiani, in quel che fu il quartiere degli artisti (Brera), si svolgeva uno pseudo evento, molto milanese, il cui scopo era rendere omaggio all'indimenticato Piero Manzoni, ma soprattutto ad uno dei più giovani e acclamati artisti milanesi: Bros, autore della performance “Collezione Pubblica” in cui venivano sparsi per la città zerbini con dipinta la scritta “Welcome to Museum” e, passo successivo, apposte targhe celebrative ad ordinari elementi dell'arredo urbano (cartelli stradali, tubi, muri, aiuole)

Elementi tridimensionali applicati all'asfalto in un'insolita locazione

annunciano le efficaci parole della tascabile guida donata ieri alla cricca di presenzialisti, che addirittura facevano la coda per poter accedere al cortile di via Fiori Chiari 16, teatro dell'estemporaneo evento, e chiacchierare in un contesto dotato di un'aura particolare.

Dentro praticamente niente: Bros fotografato e autografante, un minuscolo portatile trasmetteva in loop il video dell'istallazione nella sua totalità e, nell'ex stanzetta ove operava Manzoni, debitamente incorniciate, le mascherine tramite le quali la realizzazione dell'opera pubblica è stata possibile. Si approfittava dell'occasione per incontrarsi, parlare e bere qualche bicchiere di vino offerto dalla casa. Nessuno pareva insoddisfatto.

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