Il Leoncavallo invita Finazzer a bere un bicchiere di vino e la Moratti lo difende

brindisi

Il neo Assessore alla Cultura, diciamolo, non è partito benissimo. In principio lo scivolone sul congiuntivo durante il discorso di insediamento. Peccatuccio veniale concesso a chiunque, ma non a un curatore di rassegne, saggista e autore di teatro. Poi è arrivata la critica ai necrofili e ai narcisisti della cultura milanese e l'intenzione di istituire una commissione di Saggi bipartisan, idea che ha fatto accapponare la pelle a tutta la coalizione del centro destra. E poi non ultima la coraggiosa difesa del Leoncavallo definito un "pezzo di storia della città".

Dopo essersi attirato le antipatie dei suoi alleati, Finazzer si è conquistato invece le simpatie dei militanti del centro sociale più famoso d'Italia che lo hanno invitato a farsi un bicchiere di vino durante la rassegna vinicola "Critical wine" (Dal 2 al 4 dicembre). Un calice che potrebbe rivelarsi amaro per il neo Assessore, tanto da indurlo a girare l'invito a bere "da lui": "il Leo prima deve passare dalle istituzioni, poi si vedrà", ha precisato stamattina.

E per chiudere in bellezza come non citare l'ultima trovata di Finazzer: il festival multiculturale dedicato al nomadismo da fare a Monza. Apriti cielo, Monza invasa da roulotte e camper. Tuona la Lega: "idea ignobile". E in suo soccorso arriva la Moratti.

Interpellata questa mattina invita ad evitare polemiche e a lasciar lavorare l'assessore alla Cultura: "ho parlato ieri con l'assessore, si riferiva a un concetto che è quello delle comunità nomadi e stanziali, dunque non si riferisce al nomadismo così come è stato interpretato ieri ad una prima lettura, ma ad un concetto molto più profondo". Un concetto basato "su come si possano invece attrarre comunità che sono considerate nomadi, come ad esempio le comunità creative".

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