Via Col di Lana: multata per una sigaretta buttata a terra

Ebbene si, è ufficiale: stiamo diventando come la Svizzera. Le strade sono pulite, luccicanti, puoi mangiare sui marciapiedi. La nostra nazione risplende di un lindore morale, etico, economico, e oggi più che mai, politico: a questo punto è giusto risucchiare gli ultimi brandelli di sporco, accalappiandoli come cani tubercolotici. Se avete voglia, leggete questo post di Macchianera di qualche tempo fa, o se preferite questo pezzo di Genna su Carmilla.

In sintesi: ieri mattina un vigile multa una donna che getta dal finestrino della macchina, in via Col di Lana, un mozzicone di sigaretta. Ventidue euro di multa, l'intervento di tre (tre!) macchine della Polizia Locale e di un'ambulanza, tutto perchè: la signora aveva buttato la sigaretta dal finestrino. Nel mentre, nel caso siate fumatori e vi capiti spesso di fare lunghi viaggi in treno - dove democraticamente, è vietato fumare nonostante i miliardi di euro incassati dai milioni di tabagisti grazie ai monopoli di Stato - bè sappiate che costa solo tre euro

"Scusi, ma se fumo una sigaretta, basta pagare la multa, no? Quant'è". "Solo 3,37 euro". "Appena?". "Sì, ma se non paga subito diventano 200". "Allora, meglio fumare, e pagare subito". Sembra un dialogo surreale, ma è esattamente quanto "costa" una boccata di fumo in treno, nonostante il divieto di fumare in carrozza in vigore dal 1 marzo 2003. Merito dell'art. 28 del DPR 753/1980

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