Sabaoth Music festival 2008: impressioni e deliri mistici

ministero di sabaoth festivalPresumibilmente sui giornali di oggi non si leggerà alcunché del Sabaoth Festival della musica cristiana, così coprirò io, anche se non ne sentiva il bisogno, la lacuna su questa kermesse giustamente ignorata dai più. Premetto lo spirito "gonzo antropologico" con cui mi sono recato all'evento promosso con maestria dagli evangelici del Ministero di Sabaoth. D'altronde, per dirla come Pirandello, la vita si vive o si scrive. E se la vivessi ora sarei al culto domenicale al Derby.

Saranno un migliaio al Palalido, sdilinquite teen e una caterva di trentenni con prole annessa. Parecchi sudamericani. È finita qua quella tensione che nel 2005 vide nascere il partito, candidatosi con Cesare Fracca alle comunali, VivereMilano, e uscito con una sonora sconfitta? No, è solo un mio pensiero ricorrente. Ma questo è il regno del re-incanto, dove la politica è stata traslata con un credo extra-terreno, edulcorato e insopportabile, se visto chirurgicamente dall'esterno. Eppure rende più felici, se si riesce a sottoscrivere quella sorta di patto narrativo fondamentale per amare smisuratamente la vita. Loro hanno vinto: le facce rilassate, quasi saponate e sorridenti dimostrano questo assioma. Se ci fosse un counter di abbracci e smancerie, impazzirebbe di gioia, pure lui.

C'è anche l'assessore Giovanni Terzi che interviene con un futile discorso e con un “Viva Gesù” terminale che scatena il deliquio. Fra un cantante e l'altro sketch comici irraccontabili, riproducono situazioni di ordinaria follia che generano applausi scroscianti. Assolutamente indimenticabile la ragazza che partecipa ad “Amici” della De Filippi, per dire che è innamorata di Dio, o quello si reca dal Pastore per convertire i files del computer.
O il discorso di Legrottaglie, in cui il calciatore, amatissimo testimonial del gruppo, in un preparato panegirico si definisce atleta del signore, con Gesù come secondo allenatore, che a volte si arrabbia per come dirige il gioco.

Foto sopra| ticinoblues

sabaoth music festival, 16 novembre milano palalido
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Chiaramente sono io ad essere obsoleto, così non capisco, mi sembra una folle pantomima, direi quasi che è offensivo, irriverente, blasfemo. Ma non è così, loro sono i rappresentanti di una certa religiosità che si evolve adagiandosi alle sferzanti seduzioni dei nuovi modelli pubblicitari: Gesù è cool, Gesù è una rockstar, c'è l'ormai noto brand Scegli Gesù che scimmiotta quello dell'A style e lo emula con abiti fashion, ma cristiani. Ovviamente nei banchettini all'ingresso si vende ogni cosa. Solo l'alcool è assente, ma nessuno ne sente la mancanza, perché è sostanza d'un altro pianeta.
C'è un senso di comunità, un bombardamento d'amore, un coinvolgimento in giochi e canti straordinario. È tutto organizzato con la maestria di chi sa stuzzicare il bisogno di affetto. Il successo è garantito.

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Ma il Sabaoth Festival è anche un'arena musicale per i futuri idoli del pop cristiano. I più amati dagli adolescenti sono i Worship station (i giovani del “motto “Bella zio, gloria a dio”) con il successone dal ritornello “sono pazzo per Dio” che fa saltare tutti. Ma loro sono fuori concorso, come l'osannato Julim Barbosa: un caposaldo. Dopo “giusto re” del 2007, ora è nei negozi cristiani col cd “Quasi unplugged 08'”. Ed erano in tanti ad averlo in mano all'uscita.
Il premio del pubblico va ad una cantautrice, missionaria ed evangelizzatrice: Eleonora Santacroce. Quello della giuria a Chantal Prestigiacomo con la canzone “Isaia 53”. Avrà ora la possibilità di registrare un intero disco presso gli studi della Sabaoth Record.

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