Facebook: piccoli forum milanesi crescono

milano facebook laughing squidConflitti, sciovinismi, partigianerie sono insiti nell'uomo e trovano modo di venire a galla anche tramite i social network. Facebook, a parte tirare fuori l'adolescente infelice e frustrato che giace in noi, offre la possibilità di rimpinguare localismi vari e appartenenze dell'ultimo minuto. Fortunatamente, nella maggior parte dei casi, questi gruppi sono frivoli e innocui, una scusa come un'altra per sentirsi meno soli, per condividere i propri interessi con altri e, naturalmente, abbordare.

Ovviamente - a causa di questo Renato Brunetta passerà notti insonni - il posto migliore dove trastullarsi iscrivendosi a gruppi e commentare facezie e gossip è il posto di lavoro (sono 4700 in Italia gli iscritti al gruppo “Cazzeggio al lavoro con facebook”), tanto che le aziende stanno cercando drasticamente si limitare il tempo perso dai propri dipendenti per queste attività improduttive che esulano totalmente dalla mission aziendale. La Provincia di Milano si è adoperata per bloccare l'accesso al social network ai propri dipendenti.

Interessante, a proposito, un'inchiesta di Repubblica sulle tribù milanesi che impazzano su Facebook, e che si contraddistinguono per “milanesità”: c'è “Gruppo Barella”, per i fan della cocaina, “Noi abbiamo il Duomo voi metà Colosseo” in opposizione ai nemici romani, “Ringraziamo l'ATM” (ironico), “Le ferrovie nord incarnano il male” o addirittura il minaccioso "Movimento rivoluzionario anti autovelox e anti ecopass". Poi ci sono quelli che richiamano l'appartenenza ad un quartiere, naturale evoluzione multimediale delle t-shirt “Straitjacket” che spopolavano sino a poco tempo fa. Voi avete qualche inutile gruppo da proporre?

Foto|Flickr|laughing squid

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