Parrucchieri cinesi a Milano: coiffeur low cost in viale Monza


Chi può permettersi di lavare e acconciare una testa più o meno sporca a meno di 6 euro? I parrucchieri italiani gettano la spugna e la spazzola davanti ai prezzi stracciati dei nuovi concorrenti cinesi. Lunghi, corti, ricci o lisci oggi tutti i tipi di capelli possono essere lavati e pettinati a basso costo dai numerosi parrucchieri cinesi disseminati per tutta la città e non solo in zona Sarpi.

Dopo le polemiche che hanno coinvolto il settore dell’abbigliamento e quello delle scarpe made in China oggi i tafferugli Cina-Italia riguardano i capelli da lavare e pettinare. Dai cinesi il lavaggio è spesso accompagnato da un dolce massaggio che prevede grattini e schiuma a gogò made in Italy “Usiamo shampoo e balsamo italiani” conferma Justin, un ragazzo cinese di 20 anni che lavora in un negozio in zona viale Monza in via Valdimagna.

L’ultima chance dei parrucchieri italiani è quella di giocare la battaglia sul piano dei prodotti, in tanti dicono infatti che i prodotti utilizzati da questi parrucchieri a basso costo sarebbero niente meno che delle cinesate travasate in confezioni di shampo e balsamo rinomati.

Nel negozio dove lavora Justin lo spazio è piccolissimo ed è forse per questo che sembra incredibilmente movimentato. La clientela è abbastanza variegata: da una parte le signore di una certa età che grazie al basso costo del parrucchiere cinese ritornano a concedersi la piega pre Santa Messa e con soli 12 euro aggiungono anche la manicure e dall’altra, invece, ci sono le giovani ragazze dalle lunghe chiome che con i 6-8 euro della piega (il prezzo dipende dalla lunghezza dei capelli) si sottopongono ad una doppia stiratura, prima col fon poi con la piastra.

Il negozio non esclude nemmeno gli uomini contenti anche loro di risparmiare i soldi per tagliare capelli magari già di per loro radi. In questi posti di Cina c’è tanto, prima tra tutto l’orario di lavoro: il negozio dove lavora Justine è aperto tutti i giorni della settimana dalle 9.00 del mattino alle 21.00 di sera e i lavoranti sono tutti parenti tra loro.

“Lei è mia zia” dice Justin indicando una signora sui trenta e passa anni che sembrerebbe la padrona del locale. “Lui invece è un mio cugino” prosegue indicando una ragazzo di diciassette anni che qui in Italia si fa chiamare Luigi. “Lui non fa i capelli, guarda cosa facciamo per imparare”.

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