Milano rischia di non vedere la prima della Scala

Orchestrali contro tutti alla Scala e il teatro dell'opera più famoso al mondo rischia di veder saltare la "prima" del 7 dicembre, lo spettacolo di Sant'Ambrogio con cui si apre la stagione teatrale: quest'anno è previsto il Don Carlo di Verdi.

Al centro dello scontro - uno dei più duri degli ultimi anni - c'è il rinnovo del contratto integrativo per i dipendenti del teatro. I lavoratori iscritti ai sindacati confederali - Cgil, Cisl e Uil - hanno firmato l'accordo, mentre hanno detto no una parte degli orchestrali, quelli iscritti alla Fials: 66 musicisti su 135, 27 coristi su 105, nessun ballerino. La questione riguarda, ovviamente, i compensi integrativi che secondo gli orchestrali non sono soddisfacenti. Ma il resto dei lavoratori ha già accettato e anzi polemizza con la minoranza dei "maestri" che stanno bloccando la Scala.

Lo sciopero è già in atto - e infatti è saltata l'ultima replica, quella di stasera 23 novembre, della Vedova Allegra - e per questo la Fondazione ha scritto a ognuno degli scioperanti, proponendo di firmare separatamente il rinnovo, senza passare attraverso il sindacato "ribelle". Anche il soprintendente Lissner, che nel frattempo è stato confermato dal cda della Scala, ha scritto ai lavoratori: o firmano o non avranno affatto l'aumento, neanche quello già deciso. C'è tempo fino al 29 novembre per sapere che conclusione avrà questa ennesima telenovela.

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