Fiera del lusso: lo psicoreportage



Siamo andati a fare un giro alla "Fiera del Lusso", conclusosi ieri al Palazzo del ghiaccio, "un evento rivolto a quella unicità del su misura che caratterizza il lusso assoluto contemporaneo, sia esso il prodotto della passione di un maestro artigiano o della ricerca di una grande azienda". Il lusso, come il sesso, è un comparto che non vai mai in crisi.

Chi si può permettere 2100 euro per una bottiglietta di 30 cl di profumo stento a credere che abbia la sindrome della crisi. Berlusconi ci tiene a sottolineare che gli italiani non devono rinunciare a spendere, "il pessimismo è un lusso che non possiamo permetterci" come diceva Golda Meir.

Eppure un giro alla "Fiera del lusso" all'ex Palazzo del ghiaccio è rivelatorio di come le differenze sociali si assottiglino sempre più. Due le tipologie di visitatori, il "vorrei ma non posso" e quello che "ce l'ho, mi manca".

fiera del lusso
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Cominciamo questo psico-reportage con una certezza: il lusso in Italia è un'attività fiorente. Da da mangiare a molte persone. Facile comunque cadere nella trappola del rifiuto totale, quelli de: "tutti un branco di riccastri con la puzza sotto il naso". Il lusso divide, è settario, naturale come l'acqua. Eppure un'altra frase che ho preso a modello per questa gita della domenica pomeriggio (non potevo andare allo stadio come tutti?) è: "il lusso non sta nella ricchezza ma nell'assenza di volgarità", lo dice sempre Coco Chanel. Interpretazioni. Non sono interpretabili invece i 200 milioni da che bisogna sborsare per avere sotto il culo i 367 cavalli della Wiesmann Gt. Oppure i 15.000 euro al carato che bisogna sborsare per avere una delle rarissime perle naturali di Tridacna. Per ascoltare alla perfezione un cd di Mozart preparatevi alla scarnificazione: amplificatore, diffusori, cd player e cavi, tutto per circa 1 milione di euro. E tutto? No, potrei continuare per altre quattro pagine, ma ho preferito abdicare. Il lusso mi dava il mal di testa, troppo patinato. Una volta fuori un ultimo sguardo ad una bambina che tirava il cappotto di pelliccia alla mamma chiedendogli: "mamma mi porti porti a prendere un gelato? "Dopo tesoro, adesso andiamo a fare l'aperitivo".

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