“Piccioni, problema e soluzioni”: atti del convegno di Assoedilizia

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Mentre mi incammino al convegno, con i crismi dell'ufficialità più spinta, “Piccioni, problema e soluzioni”, organizzato da Federazione lombarda proprietà edilizia-Assoedilizia, osservo i pennuti grigi, i “topi con le ali” diceva Woody Allen, che infreddoliti zampettano e spiluccano le briciole in piazza del Duomo.

Il piccione può divenire cibo; allevato in apposite colombaie un tempo era prelibata merce di scambio nelle trattative commerciali. Una carne saporita e tenera, ricca di proteine e povera di grassi (valore energetico: 300 calorie per cento grammi). Chiaramente, al giorno d'oggi, nessuno penserebbe di pasteggiare con un colombo torraiolo, del tipo che si incontra facilmente per la città, con mele caramellate e berci sopra un calice Barbaresco; oppure riempirlo di mostarda per una sontuosa cena da far invidia a Lucullo. Questo a meno che non si desideri prendere l'aviaria.

Da quel che si evince dal flyer, questi di Assoedilizia sembrano agguerriti fautori della decimazione dei volatili. Si elencano una serie di malattie dal nome minaccioso che questi untori alati potrebbero causare: psittacosi, vaiolo, leptospirosi, oltre ai gravi danni dovuti alle deiezioni di questi avicoli su auto, monumenti e case. Ovviamente è quest'ultimo aspetto che desta le preoccupazioni di Assoedilizia, per inciso i proprietari di immobili riuniti in associazione e desiderosi di perseguire i loro interessi.

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L'appuntamento per il convegno è via Meravigli 3, nel bel Salone delle conferenze di Assoedilizia. Naturalmente approfitto del gentile invito, giunto via mail alla redazione di 02blog. È prevista una nutrita schiera di esperti, in ogni campo dello scibile, che annuncerò man mano. A mio insindacabile giudizio, in questo reportage solipsista, molte delle personalità presenti in sala non verranno nemmeno citate.

Premetto che non mi sono recato con spirito succube e intellettualmente sottomesso ad ascoltare il parere super partes di questa lunga sfilza di esperti, i nuovi santoni che conoscono tantissimo su pochissimo, per farmi intortare con le loro incontestabili argomentazioni ed uscirne forcaiolo e convinto sostenitore di tesi “uccellatorie”. Bensì saturo di difese, visto che prima del convegno ho effettuato una ricerchina sul web, ponderando i vari pareri che circolano sull'annoso argomento colombi. Quelli di Assoedilizia immagino siano tra i più estremisti, del tipo che se si incontrano con gli attivisti della Lipu ci salta fuori una scazzottata. Purtroppo non scorgo in sala nessuno di Lipu, ALF, WWF e altre associazioni animaliste.

Ogni gruppo di potere (Assoedilizia sono i proprietari di case) ha un nucleo di esperti a disposizione con il compito di giustificare i propri privilegi, la propria ricchezza, le proprie scelte. Questi esperti sono abilissimi nel far credere che gli interessi della loro classe o dei loro finanziatori siano corrispondenti agli interessi della collettività.
Inutile dire che Assoedilizia, “la borghesia storica di Milano”, abbia contestato la proroga al blocco degli sfratti – a parere di molti una ventata di ossigeno per le famiglie più disagiate; che Assoedilizia abbia richiesto una moratoria alle politiche comunitarie sul risparmio energetico in quanto queste – udite udite – risulterebbero come una cappa di piombo in grado di mettere in ginocchio l'intero comparto dei proprietari immobiliari; che Assoedilizia, recentemente, abbia contestato la cosiddetta stangata sul lusso che in realtà prevedeva il sacrosanto cambio delle rendite catastali per le lussuose proprietà del centro (che vengono finalmente adeguate al reale valore dell'abitazione).

Indubbiamente, economicamente parlando, l'iscritto tipo di Assoedilizia non se la passa male; osservo subito una discrepanza tra me ed i partecipanti per il fatto che la mia giacca è appesa allo schienale della sedia nello stile “studente delle superiori”, mentre quelle di tutti gli altri sono allineate ordinatamente come soldati nell'apposito guardaroba all'ingresso.

Il convegno inizia con un ritardo notevole, più o meno come i concerti al Leoncavallo.
Insomma, quel che ne viene fuori è che i piccioni sono i veri nuovi intoccabili, a loro è possibile compiere il deleterio imbrattamento dei monumenti, più o meno come i graffitari (specie, però, meno salvaguardata), perché le leggi li proteggono in quanto sono considerati patrimonio dello stato, tutelati sia livello nazionale che a livello comunitario da normative per la conservazione degli uccelli selvatici.
Domenico Zampaglione, ex assessore all'ambiente, racconta la sua battaglia contro i 102.000 piccioni censiti a Milano, suddivisi in 271 stormi e conclusa con una sonora sconfitta del comune anche per colpa dell'inciviltà dei milanesi, in primis quelle signore anziane che escono con le sporte piene per dar loro da mangiare. Questo è stato dimostrato anche da numerose autopsie effettuate sui volatili all'interno dei quali sono stati trovati polenta, biscotti e granaglie varie.

piccioni, problema e soluzioni
piccioni, problema e soluzioni
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Si è tentato di debellarli in tutti i modi; purtroppo non è possibile sparare (borbottii di delusione). Sterilizzarli? Troppo costoso. Condurli con delle reti sul Po? Tornerebbero. Usare del mangime anticoncezionale? Sì, ma in questo modo si danneggerebbero anche altre specie che non fanno nulla di male, come i passerotti. Immettere popolazioni di rapaci? Questa proposta, racconta Zampaglione, suscitò l'ilarità generale.
Alla fine, dopo parecchi after in consiglio, si optò per gli antifecondativi nel mangime, ma non arrivò il via libera da parte dell'ex ministro della sanità Sirchia.
Cosa farebbe in sostanza Zampaglione? Tornerebbe alla caccia, ammette: un rimedio forse barbaro ma efficace.

Interventi successivi sono del dott. Massimo Coen, infettivologo-allergologo e della prof.ssa Maria Rita Gismondo, microbiologa. Ci si concentra sulle malattie che zecche e deiezioni di colombi possono causare al genere umano. I casi sono pochi, questo va ammesso, ma forse è perché ci vogliono indagini approfondite per determinare con sicumera che la causa è l'avicolo. Se uno si becca una polmonite si cerca di guarirlo senza troppo scervellarsi su ciò che ha generato la malattia.

Mentre mi sto assopendo vengo risvegliato da una frase che termina con un disgustoso “Aerosol di feci”; il che genera uno borbottio di inschifimento generalizzato. A quanto pare si parla di problemi alle ossa e alla cute per immunodepressi, in questo caso pazienti con HIV o trapiantati che si trovano a respirare effluvi del fetido guano dei sopraddetti discendenti della colomba che portò il ramoscello d'olivo a Noè.

Ma perché i piccioni torraioli hanno trovato il loro habitat naturale nelle metropoli e ancor più nelle città d'arte come Milano, Firenze o Venezia? Per la conformazione dei palazzi, per i tetti, per gli anfratti sulle facciate. L'assessore alla Salute, Giampaolo Landi di Chiavenna - la star della giornata insieme al carismatico presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici - parla di deportare i colombi nelle periferie dove verranno edificate apposite torri piccionaie. Una volta attirati si sostituiranno le uova vere con uova di plastica. Si discute di una Milano senza più il problema dei piccioni nel 2009-2010. Costo del progetto 300.000 euro per 10 torre piccionaie.

Guardo il programma, ci sono ancora una caterva di esperti che diranno la loro, in particolare sulle conseguenze per i beni culturali e per il patrimonio abitativo, ma io devo andare. Tra l'altro, di goloso rinfresco che di solito accompagna i convegni, nemmeno l'ombra.

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