Foto: le facciate di Milano, il porfido, i mandala tibetani

Le facciate di Milano

Ci sono molte cose da fare con 2° di temperatura, la domenica mattina del ponte dell'Immacolata. Una di queste è perdersi per Milano a fotografare decine di facciate di palazzi. Riflettendo su quante cose hanno in comune il porfido, le texture degli edifici milanesi e i mandala tibetani. Ah già: e anche le grate e i tombini.

Le facciate di Milano
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Ripetizione. Si impara ripetendo qualcosa che qualcuno ha già fatto. E' uno dei meccanismi dell'apprendimento umano, quello dell'imitazione. Le facciate dei palazzi, il disegno del porfido, il pavè, i tombini, le grate, o riviste schiacciate in un'edicola, hanno tutte qualcosa in comune.

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Un ricamo, ripetuto come un mandala tibetano. Uno non ci fa mai caso, perchè guarda le cose non nella prospettiva adatta, per caderci in questo genere di cose: ma è così, lo si vede nelle immagini. Ripetizioni ipnotiche, che formano alveari di uffici o abitazioni private.

Le facciate di Milano
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Texture che si perdono in loro stesse: in facciate che si sciolgono in milioni di mattoni rossi, vetri che si frantumano in decine di finestre, la scomposizione tramite la quale alla fine prendi una parte per tutto. E va detto: hai tutto.

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Palazzi che riempiono metà del cielo dove si annidano decine di esseri umani, agenzie di viaggi russe o dirette esclusivamente a Cuba, osceni traffici euroasiatici nascosti in uffici di via Vittor Pisani. E alla fine ti dimentichi che c'erano 2°.

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