Fatale il bis a San Siro: avviso di garanzia per Bruce Springsteen, o meglio per il suo promoter


Qualcuno di voi ricorderà i fatidici 22 minuti di bis. Quei minuti che per i fan furono un regalo indimenticabile, un motivo di estrema felicità, sono oggi per il promoter di Bruce Springsteen, Claudio Trotta, titolare della Barley Arts, un incubo. Raggiunto da un avviso di garanzia, rischia l'arresto fino a tre mesi. Disturbo della quiete pubblica e mancata osservanza dei provvedimenti dell'autorità, le motivazioni. Lo storico promoter è stato tra i primi a credere ai grossi happening a Milano (Ricordate il Sonoria?). Soddisfatti i 46 residenti che fecero l'esposto. Quella sera, Springsteen rispettò al millimetro i decibel imposti dal Comune fino alle 23.30, ma andò oltre i tempi consentiti.

Evidentemente non si conoscono mezze misure nella Milano dell'Expo. Trasformare un happening rock in uno spauracchio contro la legalità sembra eccessivo. Solidarietà per Trotta anche da Giovanni Terzi che sta preparando una lettera aperta, coinvolgendo i vari artisti che si sono succeduti a San Siro (Vasco Rossi, Ligabue) al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi e al Guardasigilli, Angelino Alfano.

E' assurdo che il promoter di Springsteen rischi di andare in prigione perché l'artista ha concesso due bis mentre Pietro Maso è in libertà vigilata dopo aver ammazzato i genitori. C'è un'incongruenza. Si trasformi questo tipo di reato in reato amministrativo e non penale. Si faccia pagare una multa, anche salata, ma ci si fermi lì. Anche perché c'è il rischio che i promoter abbandonino Milano. Chi vuole rischiare la galera per un concerto?

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